Il Tirreno

Grosseto

Bocconi avvelenati, vertice dal prefetto

di Fiora Bonelli
Bocconi avvelenati, vertice dal prefetto

L’allevatore di Monte Labro sarà ricevuto giovedì. «I predatori mi hanno anche ucciso un vitellino, non ce la faccio più»

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ARCIDOSSO. Giacomo Franceschelli, l’allevatore a cui sono stati uccisi nove cani da guardiania alcuni giorni fa, sarà ricevuto dal viceprefetto di Grosseto Luigi Manzo giovedì nella sede di piazza della Vasca a Grosseto.

Franceschelli aveva più volte lanciato una richiesta di aiuto al Prefetto, perché lui, pastore di Monte Labro, una delle zone del grossetano più vocate al pascolo ma anche fra le più disagiate, per ben tre volte ha avuto i cani vittime di avvelenamento ed è stato privato dell’aiuto fondamentale per gestire il proprio gregge. «Oltre alle notevoli perdite di pecore quotidianamente mangiate dai predatori - sottolinea Franceschelli - oltre alle perdite di latte e di agnelli, non posso nemmeno godere dell’aiuto dei miei favolosi cani da guardiania che possiedo da anni e anni e che mi fanno un lavoro insostituibile. Mi sono dunque rivolto alla mia associazione, la Cia, che ha chiesto, per me, un appuntamento col prefetto di Grosseto. Sarò ricevuto dal viceprefetto, il dottor Luigi Manzo, che è quello che ha, per così dire, la delega alla gravissima problematica delle predazioni. Gli spiegherò come stanno le cose per me, gli dirò i miei sospetti relativi all’avvelenamento, perché questa è la terza volta che i miei animali rimangono vittime di questa barbarie. E sono nove in un sol colpo. Ormai sono arrivato allo stremo».

Fra l’altro, alcuni giorni fa, oltre alle pecore che scompaiono, è sparito anche un vitellino appena nato e Franceschelli è sicuro che abbia fatto la stessa fine delle pecore: sbranato da un predatore. «Non l’ho trovato, ma in 60 ettari di pascolo, di cui parecchia parte è cespugliata - aggiunge - è davvero difficile, poi, ritrovare i resti degli animali. Io sono disperato, ma non mollo. Vado dal prefetto perché questa gente, colpevole di tale massacro, non la deve passare liscia. Io dei sospetti ce li ho».

All’incontro del 28 maggio, Giacomo Franceschelli sarà accompagnato dal presidente della Cia Enrico Rabazzi: «Non so come Franceschelli abbia fatto a resistere - afferma - perché dopo eventi del genere è difficile rimanere controllati. E poi non bastavano le predazioni delle pecore, ma ci volevano anche i veleni per i cani. Un fatto gravissimo di fronte al quale Giacomo prova a reagire e di cui vuole conoscere il colpevole. Spero che con tutte le forze in campo, polizia provinciale e guardie forestali, riesca ad avere soddisfazione. Il lavoro di allevatore è difficile e faticoso. Soprattutto a Monte Labro non è cosa da poco e resistere è dura. Noi come associazione cerchiamo di essergli vicino e ben volentieri lo accompagniamo da viceprefetto giovedì prossimo».

Intanto domani gli allevatori incontreranno il governatore della Toscana Enrico Rossi in visita a Castel del Piano.

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