Il dolore
«Nessun avviso di garanzia»
L’avvocato di Caruso in diretta tv col ciclista: pace ancora non fatta
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Daniele Colli e Marco Caruso non si sono ancora parlati. Nonostante che la troupe di RaiSport che sta seguendo il Giro d’Italia abbia cercato di organizzare uno spazio in trasmissione proprio per loro due. Lo ha fatto però ieri l’avvocato del fotografo castiglionese, Silvia Muratori, che ha accettato l’invito a un collegamento telefonico con il ciclista caduto nella volata dei veleni della tappa di Castiglione della Pescaia.
Colli ha detto di stare ancora aspettando le scuse da parte di Caruso. Scuse che per il momento non sembrano essere lì per arrivare: «Perché - ha spiegato l’avvocato Muratori - è ancora tutto da vedere se la responsabilità di quello che è successo sia da imputare a Caruso».
La battaglia legale, quindi, va avanti. Colli ha detto di non sapere chi fosse l’uomo con l’obiettivo della macchina fotografica che ha visto sporgere dalla transenna. «È suo coetaneo - ha detto l’avvocato - è un ragazzo perbene contro il quale è cominciata una vera e propria caccia al mostro senza che gli sia stato notificato alcun avviso di garanzia». L’avvocato del fotografo lo aveva spiegato anche qualche giorno fa: «Riguardando le immagini della caduta - dice - si vede bene che il braccio del ciclista non è stato spezzato dall’obiettivo della macchina fotografica». E ieri, durante il collegamento in diretta con il ciclista, Silvia Muratori ha rivolto proprio a Colli la domanda diretta: «perché, sebbene abbia detto ai giornali che era stato il fotografo castiglionese a provocare la caduta, la querela è stata presentata contro ignoti?». Domanda alla quale il ciclista, però, non ha risposto.
«Il punto - aggiunge l’avvocato Muratori - è che il mio assistito è stato messo alla gogna: di lui hanno parlato tutte le testate e lui è stato indicato come la causa di quel brutto incidente. È stato messo alla gogna senza essere indagato. Contro di lui sono state annunciate anche azioni civili da parte di Colli, della squadra e dell’organizzazione del Giro». Ma di avvisi di garanzia, fino ad oggi, non c’è nemmeno l’ombra.
Francesca Gori
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