Sicurezza
Lo scrittore lancia la colletta E i gavorranesi rispondono
GAVORRANO. Da questa parte del mondo 650 euro non sembrano poi così tanti. Ma cambiando emisfero e arrivando a quello boreale, più precisamente in Nepal, 650 euro equivalgono a 68.500 euro rupie, la...
GAVORRANO. Da questa parte del mondo 650 euro non sembrano poi così tanti. Ma cambiando emisfero e arrivando a quello boreale, più precisamente in Nepal, 650 euro equivalgono a 68.500 euro rupie, la moneta locale.
Abbastanza per rimettere in piedi una casa distrutta dal terremoto che ha piegato il Paese asiatico. Quell’insieme di mattoni e travi ha un valore particolare per un gavorranese, Simone Pazzaglia, ospitato poche settimane prima del disastro in quelle stanze dalla famiglia dello sherpa che lo ha accompagnato nel suo viaggio in solitaria. Così ha deciso di organizzare una raccolta fondi chiamando in causa la comunità mineraria, che ha risposto presente. L’appello è stato lanciato via Fb il 4 maggio, una decina di giorni dopo il terremoto. E già il 5 la colletta aveva superato i cento euro, anche attraverso bonifici. «Siete fantastici» diceva in quei giorni Pazzaglia, scrittore e appassionato di viaggi. «Ce la faremo, ne sono certo». E la fiducia nella sua gente era ben riposta, tant’è che ieri mattina ha pubblicato le foto del bonifico versato nelle tasche del suo sherpa. «68.500 rupie che serviranno a ridare un tetto e una vita a Prakash e alla sua numerosa famiglia» ha spiegato il gavorranese. Donazioni giunte a destinazione senza alcun intermediario, dato che Pazzaglia ha le coordinate bancarie della famiglia nepalese, a testimoniare il legame nato tra di loro.
Il suo viaggio in Nepal è nato come una sfida con se stesso. «Ho voluto mettere alla prova capacità fisiche e mentali» racconta. La partenza è stata organizzata con cura, mettendo insieme contatti, scartoffie e un bel ripasso della lingua inglese. L’arrivo a Kathmandù è stato il coronamento di un sogno per lo scrittore, trasformatosi presto in una bella sorpresa quando in Nepal ha trovato nuovi amici. Tra questi, Prakash Khatiwada, lo sherpa che poi lo accompagnerà passo dopo passo nel suo lungo treeking tra i monti asiatici e i fascini dell’Oriente. Ma Prakash si rivela ben presto non solo una fida spalla, ma un vero amico: lo ospita nella sua casa, gli offre cibo e tutto il necessario per il suo viaggio.
«Mi ha ospitato come fossi uno di loro» continua il gavorranese. Terminato il viaggio, Pazzaglia torna in Maremma dal Nepal con un bagaglio di sentimenti nuovi. È molto soddisfatto lo scrittore della sua esperienza e del legame che si è creato con quella terra. Per questo un paio di settimane dopo, vedendo le immagini drammatiche del terremoto in televisioni, si sente coinvolto nella tragedia. Soprattutto quando viene a sapere che anche la casa di Prakash è andata distrutta. Allora prende contatto con la famiglia nepalese e lancia la sua raccolta fondi, che in dieci giorni porta alle 68.000 rupie e a un nuovo tetto per lo sherpa e la sua famiglia. Grazie a Gavorrano.
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