Il Tirreno

Grosseto

Torna a splendere l’antica città di Cosa

di Ivana Agostini
Torna a splendere l’antica città di Cosa

Nuova segnaletica, servizio navetta e preziosi allestimenti: ecco i progetti della Soprintendenza per il sito archeologico

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COSA. Nuovi allestimenti e segnaletica in arrivo, servizio navetta. È quanto bolle in pentola in uno dei siti archeologici più suggestivi d’Italia, la città di Cosa ad Ansedonia, comune di Orbetello.

Proprio qui - in questi giorni - è stato inaugurato il “Tempietto di Diana”, un nuovo allestimento museale che ripropone, con una pittura bidimensionale su cui è applicata la scultura, la facciata del tempietto costruito in età neroniana nel giardino della Casa di Diana. La scultura, esposta per la prima volta al pubblico, raffigura una Diana cacciatrice con ciò che resta di un braccio che era rivolto all’indietro nell’atto di prendere la freccia dalla faretra, l’altro nell’atto di sorreggere l’arco. La statua aveva ai suoi piedi un cagnolino. Per rendere possibile tutto questo è stato necessario trovare un bravo restauratore ma anche – spiega Maria Angela Turchetti, della Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana – «un bravo artista con una lunga esperienza». La persona che ha racchiuso tutte queste professionalità è stato Giuseppe Venturini, restauratore della Soprintendenza ma anche pittore e artista. La statua di Diana è stata così esposta cercando di garantire il restauro, la corretta esposizione e la contestualizzazione del tempietto ricostruito con rigore scientifico. Ma le sorprese a Cosa non sono ancora finite.

Sta per iniziare un nuovo progetto, “Le strade di Cosa”, che prevede il potenziamento del parco creando dei percorsi gradevoli e godibili dai quali poter ammirare i resti archeologici. «Percorsi che – dice la Soprintendenza – possano avere pendenze giuste non superiori al 30%, corrimano, aree di sosta dove riposarsi ma anche godere di un punto di vista privilegiato per ammirare le strutture antiche». Per permettere ciò la Soprintendenza ha pensato di ricercare le antiche strade di Cosa che solo in piccola percentuale sono state portate alle luce dagli scavi americani concentrati sugli edifici. «Abbiamo iniziato con la strada 5 (le vie sono individuate con lettere e numeri, ndc) aiutati da un piccolo finanziamento ministeriale che - spiega la Turchetti – mi piace definire le fifth avenue perché è una strada signorile senza segno del passaggio dei carri». Questo strada, che in alcuni punti già affiorava, è oggetto di scavo.

Quello che si vuole ottenere è la visita della città di Cosa percorrendo le vie originarie di collegamento dei vari quartieri. L’insediamento di Cosa però deve essere accessibile a tutti e per questo saranno fatte delle valutazioni per vedere se queste antiche vie saranno o meno adatte ai disabili; nel caso contrario verranno realizzati percorsi ad hoc (strade in terra battuta o percorsi lignei).

Ciò sarà possibile lavorando in stretto contatto con il proprietario di parte della città, Giorgio San Felice di Monforte (privata è parte dei terreni su cui insiste la città antica e le mura), l’Accademia americana e il Comune di Orbetello.

Proprio al Comune a dicembre è stato consegnato un progetto per la realizzazione della segnaletica stradale per arrivare a Cosa che se non sarà presto realizzato provvederà a farlo la stessa Soprintendenza. La quale sta anche organizzando una convenzione con aziende che effettuano servizio navetta per permettere anche a una gita di arrivare a Cosa. I pullman non riescono a passare sotto i due ponti della ferrovia; il servizio navetta sarebbe senza dubbio una ottima soluzione.

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