Sicurezza
Inceneritore, è polemica «Culicchi strumentalizza»
Le rsu attaccano la candidata del Pd contraria a questo tipo di impianti «Parlare di diossine e cancerogeni alimenta un allarmismo ingiustificato»
SCARLINO. Un futuro fatto d’incertezza e un presente scandito dalla cassa integrazione e da una sensazione: quella che i problemi dell’inceneritore del Casone siano soltanto buona materia per la campagna elettorale.
Ne sono convinti i dipendenti di Scarlino Energia che, prendendosela con la candidata Pd Valentina Culicchi, aprono l’argomento su vasta scala.
«L’utilizzo strumentale di termini quali diossine, furani, inquinanti tossici, cancerogeni e mutageni, nel contesto giornalistico – dicono le rsu Cgil e Cisl – non fa altro che alimentare quell’allarmismo ingiustificato in seno alla popolazione di un territorio sempre più povero in termini occupazionali e contro il quale tutti noi lavoratori combattiamo ogni singolo giorno cercando di spiegare che nessuno di noi sarebbe mai disposto a sacrificare la propria salute e quella dei propri cari per un posto di lavoro».
I sindacati aziendali racchiudono il loro pensiero in una lettera inviata direttamente a Culicchi, in corsa per un posto da consigliere comunale. La colpa della democratica, a loro dire, è quella di aver riassunto in modo strumentale l’incontro che ha avuto con i dipendenti di Scarlino Energia e delle altre aziende scarlinesi.
«Una discussione finalizzata alla comprensione delle esigenze e delle necessità dei lavoratori di un’intera area si è concretizzata con un commento che ci ha visti quasi come dei protagonisti assoluti, rafforzando la convinzione che da anni ormai il tema inceneritore di Scarlino costituisca un grande cavallo di battaglia per le campagne elettorali». A colpire le rsu, si legge, sono soprattutto i due volti di Culicchi: «Ci ha stupiti come l’uso di toni tanto drastici non sia stato tenuto durante lo svolgersi dell’incontro».
Ma le critiche che i lavoratori muovono alla politica non sono rivolte solo alla candidata Pd. Anche perché la discussione va avanti ormai da diverso tempo. «Da anni i lavoratori fanno i conti con questa politica che a livello locale non riesce a prendere una posizione; da anni i lavoratori chiedono quella tanto pubblicizzata alternativa qualora il destino dello smaltimento dei rifiuti non trovasse più la chiusura attraverso l’incenerimento – continuano le rsu – In vent’anni di guerra contro questo impianto niente è stato creato e nessuna base è stata concretamente gettata per far sì che le cose potessero cambiare davvero».
E oggi, alla luce di un percorso tanto travagliato e scandito da annunci e smentite, «pare ipocrita alleggerirsi le coscienze parlando di quella raccolta differenziata spinta quando non esistono impianti idonei».
Il destinatario di queste considerazioni è «tutta una classe politica che da troppi anni risulta essere presente esclusivamente in sedi di campagne elettorali».
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