Il Tirreno

Grosseto

Finalmente promossi i tre poliziotti eroi

di Alfredo Faetti
Finalmente promossi i tre poliziotti eroi

Tocci, Cicuto e Sposito la notte della Concordia furono i primi a intervenire C’è voluto un ricorso al Tar per smuovere il ministero. Ieri il riconoscimento

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GROSSETO. Per avere il riconoscimento che gli spettava sono serviti più di tre anni e una sentenza del Tar, ma alla fine è arrivato. È bastato vedere il sorriso sulle loro labbra ieri mattina, durante la cerimonia della polizia di Stato, per capire come Massimo Tocci e Riccardo Cicuto tenessero a questa promozione: non tanto per l’avanzamento di grado in sé, quanto per una questione di giustizia.

Il 13 gennaio 2012 sono stati tra i primi a raggiungere la Costa Concordia insieme al loro collega Fabrizio Sposito (anche lui promosso, ma ieri assente per un infortunio) e soprattutto sono stati gli unici a recuperare i naufraghi dal lato di dritta, in quel corridoio d’acqua che separava la nave dall’isola del Giglio.

«Il lato più pericoloso in quel momento – ha spiegato il Tar nella sua sentenza emessa il 24 aprile – in quanto la nave, con una serie continua di movimenti a scatto, raggiungeva angoli sempre più elevati di inclinazione e poteva infine ribaltarsi».

L’allora questore Michele Laratta, consapevole dei rischi che i suoi uomini avevano corso per salvare vite umane, li propose subito per una promozione, ma la commissione del ministero dell’Interno rispose picche. Al contrario, furono premiati elementi che arrivarono sull’isola anche giorni dopo il naufragio. Per questo i tre poliziotti della squadra nautica di Talamone respirarono un senso d’ingiustizia nella decisione della commissione e deciso d’impugnarla davanti al Tar, che poi gli ha dato ragione.

Da quel punto in poi, le cose sono andate spedite. La commissione si è riunita per formulare un nuovo giudizio, così come ordinato dal tribunale, e tre giorni fa, alle 2 di notte, ha modificato il suo parere, conferendo la meritata promozione ai tre.

«C’è grande soddisfazione il riconoscimento della indiscutibile “eroicità del gesto compiuto” – dicono Ferdinando Gallone, Damiano de Rosa e Iole Urso, gli avvocati che hanno seguito il loro caso – Il provvedimento soprattutto in un momento storico in cui le forze dell’ordine sono spesso costrette a lavorare in situazioni difficili, con poche soddisfazioni personali, è la concreta testimonianza che la meritocrazia ancora esiste e il riconoscimento del merito professionale e personale è un traguardo ancora raggiungibile».

Così giustizia è stata fatta e celebrata. Perché sono tante, tantissime le storie che si sono incrociate al Giglio quella notte, ma questa di Tocci, Cicuto e Sposito è molto particolare.

Loro tre stavano staccando dal servizio quella notte quando è arrivata la prima chiamata nella sede di Talamone, la più vicina alla Concordia. Potevano tornarsene tranquillamente a casa, invece sono saliti sulla motovedetta e in un battibaleno erano al cospetto del mostro ancora bianco.

Hanno iniziato a fare la spola con i moli dell’isola per portare naufraghi in salvo e quando sul lato mare le imbarcazioni di soccorso erano molte, si sono diretti sull’altro lato, quello vicino alla terra. Hanno continuato a salvare vite anche quando sinistri cigolii della lamiere facevano intendere che la nave stava venendo giù proprio da quella parte e sono andati avanti fino all’alba. Neanche loro sanno quante persone impaurite sono passate quella notte dalla loro motovedetta.

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