Sicurezza
Oscure morie di pesci e (auto)monitoraggi
Tra i valori fuori norma di arsenico rinvenuti da Scarlino Energia ci sono anche quelli registrati nei fanghi dell’ultimo tratto del canale Solmine. Il canale è da tempo nel mirino, se non per i...
Tra i valori fuori norma di arsenico rinvenuti da Scarlino Energia ci sono anche quelli registrati nei fanghi dell’ultimo tratto del canale Solmine. Il canale è da tempo nel mirino, se non per i fanghi, per l’acqua che vi scorre, poiché negli anni ci sono state preoccupanti morie di pesci. Cosa le ha provocate? Non si sa. Nel 2013 l’Arpat ha fatto nuove indagini. Come spiega l’Agenzia sul suo sito, hanno escluso che sia colpa del depuratore di Follonica attribuendo la responsabilità agli scarichi industriali, senza però identificare la causa certa. A luglio 2014, per rispettare l’Aia, le aziende hanno installato un sistema di monitoraggio della tossicità delle acque che usa batteri luminescenti. I risultati di questo monitoraggio, però, non sono pubblici, a differenza ad esempio dei monitoraggi in continuo di recente installati nelle centrali geotermiche di Bagnore (tanto per rimanere in provincia) da tutti visibili sul sito dell’Arpat. Nel caso del canale Solmine Arpat conferma che i dati sono raccolti e archiviati dall’azienda che solo in caso di accertata rilevazione di tossicità avvisa Arpat. L’Agenzia verifica il funzionamento del sistema di monitoraggio e i dati rilevati e archiviati durante le ispezioni periodiche previste dall’Aia. Insomma per il Solmine sono le stesse aziende che scaricano nel canale ad autocontrollarsi e a custodire i dati che Arpat “vede” solo periodicamente. È vero che ogni violazione è un reato penale, ma intanto la stessa Arpat ammette che «la reale operatività del sistema di prelievo in automatico del campione in caso di evento tossico è ancora tutta da verificare» e che «è determinante curare in particolar modo la fase della trasmissione dei dati». Tornando ai fanghi contaminati da arsenico, Regione e Arpat lo confermano tanto che nel 2014 hanno segnalato la necessità di aprire un procedimento di bonifica del canale. La sabbia di fronte alla foce, controllata sempre da Arpat, invece non presenta elementi di contaminazione. (f.f.)
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