Il Tirreno

Grosseto

contro la parte civile

«Il Comune dovrebbe risarcire i cittadini»

GROSSETO. C’è meraviglia tra i difensori degli imputati per il fatto che gli enti locali si siano voluti costituire parte civile. Dice l’avvocato Carlo Valle: «Dovrebbe essere il Comune a risarcire i...

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GROSSETO. C’è meraviglia tra i difensori degli imputati per il fatto che gli enti locali si siano voluti costituire parte civile. Dice l’avvocato Carlo Valle: «Dovrebbe essere il Comune a risarcire i cittadini per aver male amministrato, per essersi fatto passare tutto sotto il naso». Dice l’avvocato Bruno Leporatti: «La Provincia non è legittimata, il procedimento non è suo, non è né parte offesa né danneggiata dal reato. Il Comune? Non sa nemmeno come sono andate a finire le pratiche». Anche l’avvocato Luciano Infelisi ne ha anche per la Provincia (norma alla mano, dal 2003 non aveva competenza per le pratiche di vincolo idrogeologico) e per il Comune (che chiede danni per 1,6 milioni e poi non procede ad alcun abbattimento di opere abusive).

Valle interviene per il geometra Andrea Terramoccia, imputato di corruzione (casi Serpelloni e Lucaccini) insieme al cugino Nilvo Cerulli, funzionario comunale, che chiede di poter far qualcosa nel pomeriggio nel suo studio dopo aver terminato il lavoro: «Evidentemente nessuno ha fatto nulla perché dal 2007 al 2013 la pratica è rimasta ferma, lo dice la stessa pg». Si contesta una Dia interna («mai trovata») e comunque Terramoccia non era un prestanome, era proprio il tecnico incaricato da Serpelloni. «Se c’è il falso dovesse esserci, sarebbe innocuo. Difficile chiamare falso alcune misure errate. Se anche fosse stata fatta un’escavazione interna, che rilievo avrebbe dal punto di vista ambientale?».

Infine è la volta di Bruno Leporatti, che parla per l’ingegner Mauro Ghini (falso) e l’imprenditore immobiliare Nazzareno Orsini (corruzione). Quest’ultimo era «amico di infanzia di Cerulli, gli aveva dato qualche lavoretto da fare. È vero che il funzionario fa un doppio lavoro e può essere censurabile, ma è comunque un fatto corruttivo? Disdicevole forse rivolgersi a un funzionario per sapere lo stato di certi immobili: ma è penalmente rilevante?». Leporatti osserva che Orsini «ci ha messo la faccia», venendo in aula a raccontare la sua verità, contesta la «paranoia delle normative e delle categorie filosofiche» e dichiara di «trasecolare» di fronte all’interpretazione che il pm dà di certe intercettazioni che invece deporrebbero a favore della difesa. Per Ghini progettista (caso AL immobiliare - demolizione e ricostruzione di un immobile), il legale si chiede si chiede dove sia il dolo e chiude invocando l’assoluzione perché il fatto non sussiste. (p.s.)

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