Il Tirreno

Grosseto

Il cittadino che ha inchiodato il sindaco

di Francesca Gori
Il cittadino che ha inchiodato il sindaco

Al processo per le foresterie dell’ippodromo testimonia Germano Amarugi: «Ho denunciato soltanto per senso civico»

2 MINUTI DI LETTURA





FOLLONICA. Si è alzato in piedi e ha giurato di dire la verità, tutta la verità. Poi ha cominciato a rispondere alle domande del pm Salvatore Ferraro. Seduto sul banco dei testimoni c’era ieri mattina Germano Amarugi, 76 anni, che con la storia delle foresterie dell’ippodromo non c’entra nulla. Non ha una tessera di partito in tasca, non l’ha mai avuta. Per 35 anni ha svolto il suo compito di agente della polizia municipale a Grosseto. Eppure, negli anni in cui la polemica sulle foresterie teneva banco sui giornali e nelle televisioni locali, Germano ha avuto un sussulto di civismo che raramente si incontra in un semplice cittadino e presentò un esposto alla Procura per fare chiarezza su tutta quella faccenda.

«Mi colpì in modo particolare quello che disse l’allora sindaco Claudio Saragosa per rispondere alle polemiche dell’opposizione - spiega - Le parole usate dal sindaco mi sembrarono dettate dall’arroganza del potere». Saragosa aveva detto che se qualcuno avesse avuto dei sospetti sulla realizzazione delle foresterie si sarebbe dovuto rivolgere alla magistratura. E così Germano fece, allegando al suo esposto decine e decine di ritagli di giornale. Lo ha detto a chiare lettere al sostituto procuratore Salvatore Ferraro. «Avevo visto su un giornale la fotografia del sindaco sotto il cartello che pubblicizzava la vendita di appartamenti - spiega - e quel cartello era davanti all’ippodromo dei Pini». Un impianto, quello gestito allora dalla Follonica corse cavalli che il settantaseienne nemmeno sapeva dove fosse. «Non ci sono mai stato - ha aggiunto - e tuttora non so dove si trovi».

La faccenda delle foresterie, la vendita a privati di quelle casette che dovevano servire per il personale dell’ippodromo o comunque per gli addetti al settore ippico, si trascina da anni. Ora, finalmente, è approdata in tribunale. E Germano è stato chiamato a raccontare il perché di quell’esposto dal pm Ferraro.

Non è stato il solo, Germano Amarugi, a rivolgersi alla Procura. Ma probabilmente è stato il primo cittadino a farlo soltanto per senso civico. «Sono venuto a testimoniare - ha spiegato poi - assumendomi la responsabilità di quello che avevo scritto. Sono abituato a dire che quando siamo in ballo bisogna ballare». Germano si è comportato come l’ultimo coreano rimasto nella foresta, convinto che fuori ci fosse ancora la guerra. «Non lo so se ora rifarei tutto questo - aggiunge - ma dieci anni fa mi sembrò normale che i cittadini ottenessero chiarezza rispetto a questa vicenda. Per me è stata soltanto una questione di principio, perché a differenza dei politici o dei comitati che si battevano contro questa speculazione edilizia, io non c’entravo davvero nulla».

@francegori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa