Il Tirreno

Grosseto

I dubbi della Provincia e le deleghe tolte agli assessori

L’uscita di Rifondazione Comunista dalla giunta, il documento che il partito della sinistra avrebbe voluto discutere in una riunione della maggioranza convocata per il lunedì successivo rispetto alla...

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L’uscita di Rifondazione Comunista dalla giunta, il documento che il partito della sinistra avrebbe voluto discutere in una riunione della maggioranza convocata per il lunedì successivo rispetto alla stesura e che però, all’improvviso, saltò. Sono stati questi gli argomenti che ieri mattina sono stati toccati durante l’udienza per il processo delle foresterie dell’ippodromo. Realizzate per gli addetti dell’impianto sportivo e poi vendute come abitazioni.

Sul banco dei testimoni hanno sfilato ieri mattina Paolo Gianardi e Fabio Elmini, entrambi assessori di Rifondazione comunista ai quali l’allora sindaco Claudio Saragosa tolse le deleghe proprio per la questione dell’ippodromo dei Pini e di quelle foresterie che erano state realizzate. Parlavano, allora, di speculazione edilizia e lo hanno fatto anche ieri mattina in aula, di fronte al collegio composto da Mezzaluna, Stramenga e Bechi e di fronte al pm Salvatore Ferraro.

Dopo la testimonianza dei due ex assessori della giunta Saragosa, ha giurato e parlato Piero Pettini.

Che all’epoca dei fatti contestati a 61 imputati tra i quali tre sindaci (Bonifazi, Saragosa e Baldi), dirigeva il dipartimento assetto del territorio e ambiente della Provincia. «All’inizio - ha spiegato il tecnico - non era chiaro a quale funzione avrebbero dovuto assolvere quelle foresterie. Si parlava genericamente di srutture ricettive che però sarebbero dovute essere realizzate in base al piano provinciale. Poi si cominciò a parlare di foresterie che sarebbero dovute servire appunto per chi svolgeva servizio all'ippodromo».

Anche Pettini ha ribadito che le foresterie non potevano essere vendute come abitazioni. «Il Comune non aveva un piano strutturale e fece una variante urbanistica per la realizzazione dell'ippodromo e scelse di destinare gli alloggi alle foresterie - aggiunge - La Provincia si è espressa quando è stata approvata la variante urbanistica a fine 1999 e che recepiva tutte le indicazioni della provincia». E poi ancora, sulla convenzione per la gestione dell'ippodromo. «Anche oggi le foresterie non possono essere utilizzate in altri modi - ha spiegato Pettini - da allora non è cambiato nulla».

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