Gioco
Rinnovo della gestione della cava di Montioni «Il Comune ci pensi bene prima di firmare»
FOLLONICA. «Il Comune di Follonica prima di rinnovare la convenzione per la gestione della cava di Montioni alle Bandite di Scarlino pensi bene al passato». L'associazione la Duna torna a parlare...
FOLLONICA. «Il Comune di Follonica prima di rinnovare la convenzione per la gestione della cava di Montioni alle Bandite di Scarlino pensi bene al passato». L'associazione la Duna torna a parlare dell'ente che da tempo si occupa del parco naturale alle porte di Follonica: il gruppo ambientalista continua a suggerire all'amministrazione del golfo di non ripetere gli errori del passato e prima di firmare nuovamente degli atti di riflettere sulle attività delle Bandite degli ultimi anni. Domani si riuniranno la prima e la terza commissione consiliare per discutere proprio degli accordi in questione, la riunione è prevista alle 14,30. In questi giorni infatti la giunta di Andrea Benini sta affrontando il rinnovo della concessione sulla gestione del Parco e specialmente dell'area di Montioni, dove l'azienda scarlinese Tioxide conferisce i gessi di scarto della sua produzione, in base ad un accordo risalente ad alcuni anni fa, con il quale si prevede il ripristino della vecchia cava attraverso appunto i materiali portati dall'impresa. «La nostra associazione ha più volte criticato e posto l'accento su alcuni aspetti della gestione del territorio che ci hanno lasciato abbastanza interdetti ma che non sembrano aver avuto peso nei giudizi dei nostri amministratori – spiegano dalla Duna - Non è forse inutile ricordare gli sversamenti di acque inquinate dagli stoccaggi dei gessi accaduti la scorsa estate e da noi segnalati? Come non è superfluo ricordare i numerosi appelli per far ripulire aree limitrofe ed interne al parco oggetto di abbandono di rifiuti di ogni tipo che sembrano misteriosamente invisibili fino a che non si fotografano e si spediscono foto all'assessore di competenza?». Non solamente questo: c'è anche la situazione di degrado in cui si trovava fino a poco fa l'intera zona, con la mancanza di manutenzione di edifici storici presenti dentro la riserva e del taglio della vegetazione. «Avremmo solo preferito che da parte follonichese ci fosse stata una valutazione su quello che poteva giocare a favore di un rinnovo a Bandite di concessioni che non hanno dato evidenti frutti positivi piuttosto che operare per qualche modifica ma continuare con la solita struttura dove niente è cambiato», concludono.
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