Il Tirreno

Grosseto

Sos pinete: la lotta contro i parassiti

Elisabetta Giorgi
La pineta a Principina
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La pineta a Principina

Comune e Provincia uniti per mappare e catturare i nemici delle piante a Marina e Principina

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GROSSETO.Migliaia di coleotteri e agenti patogeni stanno infestando la pineta grossetana minacciando una strage, ma è allo studio un maxipiano per contrastarli: un intervento coordinato tra Comune e Provincia di Grosseto che punta a monitorare, catturare e debellare i parassiti killer che divorano i pini marittimi e domestici lungo l’intera costa del capoluogo.

Si tratta di un grosso progetto che ha già messo le basi e sarà presto al vaglio della giunta comunale: «confido di discutere questa proposta martedì prossimo», spiega l’assessore ai lavori pubblici Giuseppe Monaci. Se tutto va bene l’ente municipale lavorerà fianco a fianco con la Provincia al piano (monitoraggio/cattura dei parassiti) avvalendosi di 100mila euro di fondi regionali. «Si tratterà di un vero e proprio intervento coordinato - continua Monaci - Il primo in tale senso e l’unico organico mai avuto finora per cercare di contrastare i parassiti».

A preludere al tutto, spianandogli la strada e illuminandone il percorso - è stato un convegno sul punteruolo rosso della palma organizzato dal servizio fitosanitario regionale insieme al Comune e che ha avuto luogo il 17 aprile 2015 nella sala consiliare municipale: insieme a esperti del settore e operatori privati, le istituzioni hanno fatto il punto sulla situazione dell’infestazione in Toscana, con interventi operativi di prevenzione e cura. Un appuntamento che, per l’ente municipale, si è rivelato “chiave” e ulteriormente propositivo. «Proprio durante il convegno - spiega Monaci - è emersa chiaramente, in una relazione del professor Riziero Tiberi dell’Università di Firenze, la validità dell’azione compiuta dal nostro Comune nei confronti del famigerato matsococcus feytaudi».

Una relazione - riferisce Monaci - che di fatto conferma quanto a suo tempo asserito dal Comune «quando effettuammo molti interventi sui pini, che alcuni mettevano in dubbio e contestavano ma che invece si sono rivelati assai corretti. Ciò ci fortifica ulteriormente e spinge a proseguire lungo questo tracciato con una prossima delibera di giunta comunale», che avvierà «un intervento coordinato Provincia-Comune per una mappatura scientifica dei parassiti dei pini nella pineta comunale».

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I più cattivi e micidali - gli osservati speciali del Grossetano - sono in particolare due: il Tomicus destruens e l’Ips sexdentatus (Coleoptera Scolytidae). «Sono loro i pericoli più temibili del nostro litorale, i più cattivi e micidiali che infestano il pino domestico e quelli su cui si concentra la nostra attenzione». Ma non sono sicuramente gli unici e lo studio punterà a far luce a 360° su questo mondo sommerso e sconosciuto che emerge da tanti segnali e dalla stessa relazione del professor Tiberi dell’ateneo fiorentino.

«Abbiamo verificato, e i suoi rilievi scientifici lo confermano - ribadisce Monaci - che ci sono molte situazioni e rischio. A Marina abbiamo attacchi di Tomicus molto più elevati del solito: molti pini sono debilitati e morenti. Dunque passeremo al contrattacco con questa nuova azione di monitoraggio per cercare di capire quali sono e catturarli il più possibile con tecniche attrattrici ed esche».

Se la pineta rischia la strage, il piano per salvare il salvabile si dirama su due fronti: monitoraggio e cattura. Come si procederà a livello operativo e burocratico? «Il primo passo è la delibera, poi daremo mandato al nostro dirigente comunale di sentire il dirigente provinciale per partire con il piano coordinato. Dobbiamo procedere con una convenzione tra Comune e Provincia per investire i fondi regionali nel piano di monitoraggio. Non sarà semplice e richiederà del tempo, ma il percorso è segnato».

Sarà il primo monitoraggio organico messo in atto nella pineta costiera: al setaccio saranno decine di migliaia di pini (tutti) ma particolare attenzione sarà rivolta al pino domestico. Riflettori dunque sugli insetti che popolano l’habitat vegetale. «Pensiamo che ce ne siamo milioni già fisiologicamente presenti sulle piante» e molti dei quali agenti patogeni. Il Comune di Grosseto agirà, insieme a palazzo Aldobrandeschi, di concerto con il servizio fitosanitario regionale. «Insieme decideremo le modalità e passeremo ai fatti» per evitare che questa gigantesca minaccia in arrivo - di cui si annusano i segnali come fossero la punta di un iceberg - non infliggano il colpo di grazia a un patrimonio ambientale già duramente provato.

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