Attenzione
Cani avvelenati: l’area è off limits
Ordinanza del sindaco per delimitare la zona: proseguono gli accertamenti della polizia provinciale
ROCCALBEGNA. Adesso la zona dell’Amiata dove sono morti pochi giorni fa nove cani da guardiania è off limits. Il sindaco di Roccalbegna Massimo Galli, infatti, ha firmato un’ordinanza per la delimitazione dell’area delle Capanne, nel comune rocchigiano, e per l’apposizione di cartelli con avviso di pericolo. Si tratta della zona ai piedi di monte Labro dove sono morti, presumibilmente avvelenati, nove cani da guardiania di proprietà di Giacomo Franceschelli che ha nella zona di Capanne il pascolo e il capannone di una parte di gregge. «Ho firmato l’ordinanza - spiega il sindaco Massimo Galli - e abbiamo già delimitato l’area interessata e apposto dei cartelli con l’avviso di pericolo a partire dal confine del terreno di Franceschelli con la riserva naturale di Pescinello per arrivare all’abetaia che si incontra salendo verso Monte Labro.
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Concordando il tutto con la polizia provinciale che mi ha fornito precise indicazioni, abbiamo sistemato i cartelli su entrambi i lati della strada che da Pescinello va verso il Monte Labro, con su scritto “attenzione, pericolo di esche o bocconi avvelenati”», conclude Galli. Intanto la polizia provinciale continua a monitorare e perlustrare la zona, alla ricerca di resti o bocconi pericolosi e pure per verificare se vi siano carcasse di altri animali, anche selvatici, che siano rimasti uccisi in quella porzione di terreno. Un lavoro certosino, meticoloso, perché l’area è vasta e deve essere setacciata con molta cura. Ma per ora non c’è traccia di altri animali morti a Capanne oltre i cani di Franceschelli. Dal canto suo, l’allevatore, ancora scosso per gli eventi che lo hanno colpito in questi giorni, continua, comunque, a far pascolare il gregge nel consueto pascolo di Capanne: «Ho spostato le pecore un po’ più in alto - spiega - ma comunque le devo trattenere qui, a Capanne. Dove le potrei portare? Negli altri campi che possiedo altrove, vi sono o altri gruppi di pecore o vi pascolano le vacche oppure si tratta di terreno dove farò il fieno. Impossibile, per me, trasferirle in zone diverse. Mi sono rimasti, per sorvegliare questo gregge a Capanne, due cani soltanto. Sembrano persi, si aggirano lì attorno alla ricerca degli altri cani con cui erano abituati a stare e mi sembra che nemmeno loro si diano pace. Proprio come me. Spero davvero che non gli capiti nulla di brutto, perché non si può sopportare vedere morire così i cani a cui sei affezionato, che hai addestrato, che ti fanno un lavoro eccezionale. Spero proprio che chi si è reso colpevole di un eccidio vero e proprio venga trovato e punito come si deve. Io ho subito per ben tre volte l’uccisione dei miei cani da guardiania, senza i quali il lavoro quassù a Monte Labro, non sarebbe possibile».
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