Il Tirreno

Grosseto

«Basta con la politica, ma mai dire mai»

«Basta con la politica, ma mai dire mai»

L’assessore regionale Anna Rita Bramerini traccia il bilancio di vent’anni nell’amministrazione

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GROSSETO. Cerca di essere convincente, ma da politica esperta con alle spalle ormai quasi venti anni di carriera che l’hanno vista passare dall’assessorato alla cultura del Comune di Arcidosso all’assessorato provinciale e, poi, per gli ultimi dieci anni, al governo della Regione, Anna Rita Bramerini mette le mani avanti quando dice che dopo il 31 maggio per lei il capitolo della politica si chiude.

«Mai dire mai – dice – ma ritengo che ogni cosa debba avere un inizio e una fine, altrimenti si viene a noia». E poi sorride quando le si ventila l’ipotesi, più volte circolata, di una sua candidatura a sindaco di Grosseto nel 2016. «Mi lusinga che qualcuno ci abbia pensato – dice – ma vorrei mettere la mia esperienza a frutto in altri settori» e dice di aver avuto offerte fuori dalla politica.

La sua «è stata – dice – un’esperienza straordinaria, molto intensa, per la quale ringrazio chi ha creduto in me, a partire dal Pd e i due presidenti, Claudio Martini e Enrico Rossi, e gli amministratori di questa provincia, che mi hanno sostenuto».

Anna Rita Bramerini è stata al centro di scelte e decisioni importanti. Negli ultimi sette anni, in particolare, dopo il cambio di delega dal turismo alle politiche ambientali ed energetiche, ha seguito le nuove normative sulla difesa del suolo, sui parchi e la biodiversità, il nuovo piano dei rifiuti, il piano ambientale energetico, e la maggior parte delle riforme – ricorda – hanno avuto l’astensione delle opposizioni.

E poi ha seguito alcune vertenze difficili e annose, anche grossetane, come la chiusura della ventennale fase di emergenza per la Laguna di Orbetello, la questione dell’erosione costiera, l’accordo strategico con Syndial per le bonifiche delle aree minerarie, dopo la vicenda dell’inquinamento del Merse. Più di recente tutto il tema del rischio idraulico dopo le alluvioni che hanno colpito anche la Maremma.

Per Bramerini questa legislatura è stata «più complessa della precedente, perché – dice – la crisi si è trasferita anche sulla capacità della politica e della pubblica amministrazione di far fronte agli impegni».

Si tratta, però, di una legislatura di transizione, «dalla Toscana policentrica a una Toscana che avrà molti più compiti di gestione» e che per questo dovrò organizzarsi dando agli uffici regionali un assetto più periferico «perché – spiega – non si può pensare che un’impresa si debba spostare a Firenze per seguire le proprie pratiche».

L'auspicio di Bramerini è che la Toscana sappia diventare una regione meno di campanili è più di sistema. «Il campanilismo – spiega – ci ha salvato dagli effetti negativi della globalizzazione, ma rischia di essere un freno». E Grosseto? «Credo – dice – che avrà ruolo sempre più strategico nelle dinamiche di area vasta, con il completamento della Due Mari e se si chiuderà la partita della Tirrenica».

Enrico Pizzi

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