Il Tirreno

Grosseto

È il momento di pagare il balzello Imu agricola

di Fiora Bonelli
È il momento di pagare il balzello Imu agricola

Castel del Piano non è riuscito a farsi riconoscere come “comune montano” Ecco chi deve versare la tassa, entro quali scadenze e dove chiedere informazioni

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CASTEL DEL PIANO. Imu terreni agricoli. È arrivato il momento, per Castel del Piano, di pagare l’anno di imposta 2015. Castel del Piano, infatti, è etichettato come paese “parzialmente montano” e dunque i piccoli proprietari che non siano coltivatori diretti sono tenuti a sborsare la tassa da tutti giudicata iniqua.

«Non solo perché si colpiscono i piccolissimi che nulla ci guadagnano da quelle terre – sottolinea Alfredo Pii, un piccolissimo proprietario – ma anche perché è paradossale che Castel del Piano che ha il suo territorio che arriva fino in vetta Amiata a 1700 metri di altezza, sia meno montano di Monte Argentario. Io faccio un invito ai cittadini di non pagare l’Imu agricola e di fare una raccolta di firme, di non sottostare, insomma, a questo balzello. Il sindaco Claudio Franci intende riprendersi gli 80.000 euro di taglio avuto dal governo, con questa tassa. E poi se ne dispiace. Ma noi cosa dovremmo dire?».

Più l’importo, per Pii quel che conta è il principio che giudica iniquo. E per questo chiede la modifica della non completa “montanità”. «Castel del Piano – dice – è comune montano come Arcidosso, Santa Fiora e gli altri. Solo Cinigiano è, con il nostro paese, parzialmente montano».

Dal canto suo il sindaco di Castel del Piano Claudio Franci spiega: «La richiesta per far inserire Castel del Piano nei paesi montani il Comune l’ha già fatta fin da subito, ma il ministero competente l’ha respinta. Dunque la legge impone di pagare. Questa non è una tassa comunale, ma disposta dallo Stato e occorre sottostare alle disposizioni vigenti. Ciò non toglie che proseguiremo a cercare di uscirne, ma per questo 2015 ci dobbiamo rassegnare. E temo, fra l’altro che non sarà certo questa tassa a compensare i tagli avuti dallo stato. Si tratta di 220.000 euro di cui 80.000 conteggiati per l’Imu agricola. Fra l’altro abbiamo scelto di applicare l’aliquota minima (0,76) che la legge consentiva».

Insomma, bisogna mettere mano al portafoglio e i versamenti dovranno essere effettuati, utilizzando il codice 3914, entro gli ordinari termini del 16 giugno e 16 dicembre 2015. Risultano esenti i terreni agricoli, nonché quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola. L’esenzione si estende anche ai terreni, di cui al periodo precedente, nel caso in cui gli stessi siano stati dati in concessione, in comodato o in affitto a coltivatori diretti e a imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola.

Per informazioni contattare l’Ufficio tributi dal lunedì al giovedì, ore 10-13, o telefonare allo 0564 973530 (Sofia Lorenzoni).

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