Il Tirreno

Grosseto

«Ciao e grazie a chi mi è stato vicino»

di Elisabetta Giorgi
«Ciao e grazie a chi mi è stato vicino»

Daniele Colli, caduto durante il Giro, viene dimesso oggi dall’ospedale. «Torno a casa mia ma verrò presto a trovarvi»

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GROSSETO. Tanta amarezza per il Giro d’Italia sfumato e un commosso grazie a tutti per l’affetto dimostrato: sarà dimesso oggi dall’ospedale di Grosseto Daniele Colli, il ciclista di 33 anni caduto per l’obiettivo di un fotografo.

Colli, come sta?

«Sto bene - risponde nel reparto di Ortopedia - anche se ho scoperto che ho un’altra frattura alla stiloide radiale. Comunque mi sono rimesso in piedi e domani (oggi, ndr) in teoria vado».

Torna a casa o va in convalescenza a Castiglione come proposto dall’assessore Rotoloni?

«No, ringrazio tutti ma ho bisogno di tornare a casa, sono stati giorni pesanti».

Quanto ci vorrà per il recupero?

«Chi lo sa. L’osso per riattaccarsi bene ha bisogno di un mese e mezzo-due. Non so ancora quando potrò tornare in bici. Credo tra qualche mese».

Amarezza?

«Tanta, erano mesi che avevo preparato il Giro. Ero arrivato in buone condizioni e speravo di far bene».

Il fotografo castiglionese Marco Caruso ha scritto una nota dicendosi dispiaciuto.

«Ho letto, ma io avevo fatto appello per avere le scuse. Ritrovarsi una cosa scritta da un avvocato… Io non ho mai giudicato nessuno e non ho mai detto che nessuno è un mostro, anzi. Lui è un ragazzo come me, ha fatto solo una cosa ingenua, forse non se ne è reso conto e gli errori possono farli tutti, ci sta. Però è anche giusto prendersi le proprie responsabilità. Se fosse capitato a me, se avessi avuto io una distrazione e messo lì obiettivo sarei andato a trovare la persona e vedere come stava».

Voleva incontrarlo, qua in ospedale?

«Sì, io ci ho messo sempre la faccia e ho detto che bisognava chiedere scusa a tutti. Anche altri corridori sono stati dilaniati dalle ferite, sono stati 10 o 11 a cascare. Per come sono fatto io speravo che lui venisse e mi dicesse: ciao piacere, ho fatto questa cavolata. Cosa posso fare?».

Pare che lui per venire da lei aspettasse un segnale o un momento opportuno.

«Ma quale segnale devo fare io? Più che dire mi aspetto le scuse, non è che posso andare a casa a prenderlo e portarlo qua da me».

Prova più rabbia o più dispiacere?

«Io sono un ragazzo buono. Più dispiacere. Io e poche persone sappiamo quanto tenessi alla corsa e quanti sacrifici sono svaniti in un secondo. Bisogna rendersi conto che per una leggerezza possono succedere cose gravi. Più che altro quella persona è stata sprovveduta: non ho mai visto nessuno in una gara mettersi in un punto così pericoloso con un obiettivo del genere».

Episodi simili mai?

«Assolutamente: i fotografi hanno sempre una pettorina come nel calcio e stanno nelle loro zone (Caruso qui era presente a scopo amatoriale, ndr). Infatti all’inizio non capivo. Pensavo di aver preso il braccio di qualcuno, un telefonino. Poi una macchina…»

Denunce e richieste di risarcimento?

«Denuncia contro ignoti: non potevamo non farla. E risarcimento non lo so. Comunque pensa a tutto la squadra, che d’altra parte ha subito un danno. Ora voglio guarire».

Ha apprezzato il gesto del sindaco Farnetani che è venuto a trovarla?

«Sì, è stato carinissimo. E anche in ospedale mi hanno trattato tutti bene, ringrazio gli infermieri, i dottori Londini e Bonavia che sono stati eccezionali. Sono anche venuti a trovarmi tanti cittadini di Castiglione che mi hanno detto: “ci dispiace”. Non pensavo di trovare un affetto così, vuol dire che la gente ha capito. Mi dispiace solo perché doveva essere una festa».

Tornerà in Maremma?

«Certo, mi piace la zona e la conosco. Sono stato a Follonica 4 anni di fila, venivo ad allenarmi. Ci mancherebbe, ho avuto solo la sfortuna che è successo qui ma non è mica una negligenza dei cittadini maremmani. Quando mi riprendo vengo a fare qualche settimana di mare».

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