Il Tirreno

Grosseto

Dieci giorni al mare per dimenticare la caduta al Giro

di Maurizio Caldarelli
Dieci giorni al mare per dimenticare la caduta al Giro

L’assessore al turismo di Castiglione invita Daniele Colli «Venga a fare la convalescenza qui, lo aspettiamo»

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Castiglione della Pescaia tende la mano a Daniele Colli, il corridore della Nippo-Vini Fantini coinvolto nella caduta all'arrivo della sesta tappa del Giro d'Italia e ricoverato all'ospedale di Grosseto per la frattura dell'omero sinistro.

«Vogliamo che il ciclista - dice Pier Paolo Rotoloni, assessore al turismo del Comune di Castiglione - trascorra i primi dieci giorni della convalescenza nel nostro paese, così avrà modo di apprezzare le bellezze della nostra cittadina e potrebbe fare una cena di chiarimenti con Marco Caruso, che ci terrebbe ad incontrarlo dopo lo spiacevole incidente di giovedì scorso».

La prima mossa verso il 33enne campione milanese vittima di una caduta in Maremma l'aveva fatta il sindaco Giancarlo Farnetani andando a visitarlo al reparto di ortopedia; in questa occasione gli ha anche consegnato dei libri su Castiglione, invitandolo ad una visita. Il passo più importante lo ha fatto però Rotoloni, cercando di stemperare i toni, offrendo ospitalità al campione delle due ruote, e mettendo allo stesso in evidenza la buona fede del fotografo («Un bravo ragazzo, amato da tutti»), che stava seguendo l'arrivo della corsa rosa, appoggiato a una balustra posta a 250 metri dal traguardo.

«Era fuori servizio - dice Fabio Tavarelli, avvocato difensore di Caruso - era senza accredito, voleva godersi un pomeriggio insieme alla famiglia. La macchina fotografica era al collo e il mio assistito è a sua volta vittima di quello che è accaduto, visto che l'obiettivo, nell'urto involontario con il corridore, gli è sbattuto in faccia, provocandogli un taglio, suturato con due punti all'ospedale». Il giovane fiorentino, arrivato qualche anno fa a Castiglione della Pescaia, dove ha aperto uno studio fotografico, continua però a non rilasciare dichiarazioni ufficiali. «Gli è cascato il mondo addosso - ribadisce Tavarelli - e sta soffrendo per l'eccessiva pressione della gente: è provato, è dispiaciuto del clamore di questa caduta. La gente del paese lo conosce bene e sa che si è trattato solo di uno sfortunato episodio, che poteva capitare a chiunque si trovasse lungo quel rettilineo, visto che la balaustra è bassissima. Mi auguro solo che questo venga compreso da Colli e da tutto il suo entourage e che tutto si risolva con una stretta di mano tra i due».

Ma Colli (come si può leggere più avanti a pagina 32) non si accontenta della fredda lettere di scuse dell’avvocato del fotografo.

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