Italia
«Non svenderemo il nostro territorio»
Convegno sulla Tirrenica ieri a Orbetello. Dopo l’accordo Governo Regione di alcuni giorni fa, il “fronte del no” non molla
ORBETELLO. «Siamo guardinghi, non venderemo e non svenderemo il nostro territorio». Questa la posizione del Comune di Orbetello per voce di Marcello Stoppa, vicesindaco intervenuto al convegno sull’autostrada tirrenica ieri all’Auditorium introdotto da Nicola Caracciolo, presidente onorario di Italia nostra e da sempre fiero sostenitore del corridoio tirrenico.
Stoppa ha ricordato che il Comune ha incontrato l’amministratore delegato della società Autostrade Mario Bergamo, che ha assicurato collaborazione ma ribadito la necessità dell’infrastruttura. Ha poi rammentato che il Comune si è opposto al passaggio dell’autostrada da Orbetello Scalo a differenza di coloro che amministravano prima (chiaro riferimento ad Altero Matteoli) che parlavano di un’autostrada tout court senza guardare agli interessi locali. «Il sindaco Paffetti - spiega Stoppa - vuole sapere quali sono le intenzioni della società e non sarà disposta a svendere il territorio». Michele Greco, legale di Colli e laguna (l’associazione di Orbetello che lotta da anni per evitare che la Tirrenica passi da Orbetello Scalo), ha fatto presente che l’intesa firmata giorni fa non mette la parola fine alla questione della Tirrenica dato che, per quanto riguarda il tratto fra Grosseto e Ansedonia, non esiste che un progetto preliminare. Greco ha sostenuto l’importanza della volontà popolare che, già in passato, ha permesso di impedire che l’autostrada potesse passare da Orbetello Scalo. Un progetto preliminare che però potrebbe diventare definitivo e poi esecutivo ed è a questo punto che la gente dovrà farsi valere. «Se e quando - ha detto Greco - avremo un progetto questo sarà soggetto a un procedimento di Via e i cittadini e gli enti locali dovranno mobilitarsi con le loro osservazioni per cercare di scongiurare il peggio». Un atteggiamento possibilista che ha ribadito che non tutto è perduto. Presente anche l’ex vice presidente della Provincia di Grosseto, candidato al consiglio regionale per Sì, Toscana a sinistra, Marco Sabatini che ha auspicato che quella di ieri sia stata l’ultima manifestazione per dire no all’autostrada. Un’autostrada che per lui non ha ragione di esistere «tenendo anche conto che il territorio è stato devastato da un’alluvione». Gli interventi hanno sottolineato l’importanza del potenziamento della rete ferroviaria e del trasporto su nave. A Marco Martens, che da sempre sostiene un ritorno ad Anas 2001, è stato chiesto come sia possibile parlare di un progetto autostradale senza tenere conto del dissesto idrogeologico. Lui ha sottolineato come l’acqua debba essere rallentata a monte lasciando intendere la non necessità della cassa di espansione di Campo Regio. I relatori hanno letto la mozione presentata dal Movimento 5 Stelle di Capalbio approvata e che evidenzia la posizione del Comune di Capalbio che vuole l’adeguamento dell’Aurelia e non l’autostrada. Matteo della Negra, del M5s, ha dichiarato che la stessa cosa è stata fatta a Follonica. Il magistrato Ferdinando Imposimato ha parlato del legame fra le grandi opere, la legalità e la malavita negli appalti, esortando alla lotta perché questa parte della Toscana - ha detto - potrebbe diventare una nuova terra dei fuochi.
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