Toscana
Cani addestrati in cerca di tracce di veleno sui pascoli
Il sopralluogo della polizia provinciale al podere dove sono morti i nove animali da guardia Gli allevatori si sfogano con il candidato Rustici: «I predatori vanno eliminati»
ROCCALBEGNA. Per i nove cani uccisi presumibilmente col veleno, sabato mattina, si è mossa la polizia provinciale che è andata al podere Le Capanne di Giacomo Franceschelli. Si trattava di prelevare campioni di terra partendo dal luogo dove mangiano i pastori da guardiania e in altri parti del pascolo, perché deve essere certo che gli animali rimasti non corrano alcun pericolo.
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Intanto sono arrivati a Giacomo Franceschelli i sentimenti di solidarietà di tante persone, a partire dal sindaco di Roccalbegna Massimo Galli e poi da tanti allevatori del grossetano che, fra l’altro, hanno incontrato Franceschelli anche in occasione dell’ abboccamento che i pastori hanno avuto, sabato pomeriggio, con il candidato regionale del Pd Francesco Rustici, dove gli allevatori sono andati a far presenti i loro problemi: «Non c’è più bisogno di repubblica. Ci vuole un nuovo risorgimento. Rivogliamo la nostra dignità di allevatori». Così la delegazione a Francesco Rustici, aspirante consigliere regionale del Pd alle prossime elezioni, che aveva chiesto un incontro con una rappresentanza di allevatori della provincia. «Bisogna trovare il modo di liberare i nostri pascoli dai predatori - hanno detto - Ne va della sopravvivenza stessa di una filiera economica imprenditoriale importante anche per la salvaguardia del territorio».
Ancora una volta, un gruppo di allevatori è andato a presentare la propria situazione pubblicamente, per ottenere risultati. Il filo conduttore di un discorso, sempre più complicati e cronico è stato quello delle predazioni: «Adesso siamo alle porte coi sassi - hanno detto - il problema deve essere eradicato. Non si tratta di proteggere il lupo, ma le pecore e il lavoro nostro e dei nostri padri».
Interventi accorati e appassionati, anche di giovani allevatori, come Elisa Silvestri di Livorno che ha consegnato a Rustici una lunga lista di predazioni subite nella campagna livornese, come ha fatto Antonio Crobu venuto a Castel del Piano da Siena a raccontare che non servono risarcimenti, ma eliminazione dei predatori “prima che si arrivi all’anarchia”. «Il lupo deve tornare in Abruzzo, perché la Maremma è la terra delle pecore e il lupo non ci deve stare». «Svegliatevi», ha esclamato un pastore, «bisogna salvare questa nostra bellissima Toscana». Il ragionamento dei pastori si basa sul fatto che il lupo non è un animale stanziale del grossetano come dimostrano documenti e testimonianze. Il perché si sia voluto reintrodurre proprio qui è ignoto a tutti. Questo sostengono gli allevatori che hanno rinnovato ai politici il loro appello e invitato il giovane Rustici a sostenere la loro causa. Rustici ha ascoltato e ha compreso la gravità del problema.
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