Sicurezza
«Voglio le scuse di chi mi ha fatto cadere»
Colli, il ciclista piombato a terra per l’obiettivo di un fotografo, è stato operato a Grosseto. «Il braccio era spezzato in due»
GROSSETO. «Mi tenevo il braccio in mano, era tutto girato dall’altra parte. Lo guardavo ed era terribile», racconta nel reparto di ortopedia dell’ospedale di Grosseto Daniele Colli, ciclista di 33 anni nativo di Rho e abitante e Parabiago, provincia di Milano. Operato ieri a Grosseto per una frattura scomposta all’omero sinistro provocata da un ostacolo imprevisto, ricorda l’istante spaventoso in cui all’arrivo del Giro è stato sbalzato al suolo. Dolore e paura ma anche rabbia per i gesti incoscienti che possono rovinare la vita delle persone. «Vorrei delle scuse», racconta dopo aver twittato una sua foto col dito alzato.
Colli, cosa ricorda di quel momento terribile?
«Un brutto ricordo. A 300 metri dall’arrivo stavo partendo sulla sinistra per lo sprint e mi sono trovato davanti questo teleobiettivo gigante che mi ha colpito sul braccio e me l’ha spezzato in due. Sono ruzzolato in avanti, ho guardato il braccio ed era tutto girato dall’altra parte. Mi sono detto: cavolo, mi si è spezzato...».
Un dolore terribile.
«Sì, e d’istinto lo tenevo in mano, questo braccio. Non lo sentivo e non sentivo più le dita, ero spaventato. Per fortuna non sono svenuto, ero cosciente ma sentivo che era successo qualcosa di grave. Faceva veramente male».
Cosa ricorda del dopo?
«A sprazzi. Quando prendi un colpo del genere fatichi un po’: dei miei compagni qualcuno provava a darmi da bere. Poi è arrivata l’ambulanza che cercava di tenermi immobile, poi il viaggio da Castiglione a qui. Insomma: una “bella” giornata, ecco. Qui mi hanno fatto diverse visite e oggi (ieri, ndr) sono stato operato, mi hanno fatto subito l’intervento e devo dire che sono stati disponibili, rapidissimi e gentilissimi, mi hanno fatto tutte le visite possibili e li ringrazio».
Ha fatto la denuncia?
«Gli organizzatori si stanno occupando di questo. Sta partendo».
Lei su twitter ha fatto un gesto nei confronti di chi le ha fatto questo, vero?
«No, non nei suoi confronti. La foto è stata fatta dalla mia squadra come per dire: basta sfiga. Poi è stata collegata a lui, ma in realtà io non ho niente contro questa persona e non era rivolta a lui».
Ma si aspetta le sue scuse?
«Sì, mi aspetto le sue scuse perché alla fine sono caduto io e anche altri corridori per una sua distrazione. Un errore ci può stare però non va bene neanche così. Anche perché io che non sono un campione ho subito un infortunio, ma Contador ha rischiato di perdere il Giro d’Italia e non è giusto».
Vorrebbe regole diverse?
«Sì, ma più che regole le persone dovrebbero essere più coscienti di quello che fanno».
Cosa si sente di dire a chi le ha provocato questo?
«Non ho molto da dire a questa persona, anche perché i fatti sono questi. Come detto mi aspettavo delle scuse ma non è arrivato nulla. Personalmente, se fosse capitato a me, per come sono fatto io non ci avrei dormito la notte. Io poi non conosco questa persona, quindi ognuno reagisce a modo suo».
Tra l’altro lei ha già passato un altro brutto periodo.
«Sì ho avuto un tumore alle ossa 3 anni fa, poi l’anno scorso mi ruppi il femore. Quindi ho avuto 3-4 anni di sfortune che però, come dico sempre, sono sfortune ma anche fortune perché c’è gente con i tumori che muore mentre io sono sopravvissuto. Va bene che devo fare sempre controlli e non nego che mi fanno paura, ma sono vivo e questo mi dà la carica ogni volta per ricominciare».
Dall’ospedale segue la gara?
«Sì, faccio il tifo per la mia squadra: è stato bello che siamo stati invitati il primo anno al Giro e spero che i miei compagni facciano bene. Si stanno impegnando tanto, e poi sono stati carini, mi hanno mandato un messaggio tutti. Noi siamo una famiglia prima di essere una squadra. Anche altri colleghi mi hanno scritto in tantissimi: questo mi fa piacere e mi fa capire che il nostro è uno sport unito. Il bello del ciclismo è che non ci sono rivalità. Mai una rissa. Non succedono certe cose come nel calcio. Per questo voglio che rimanga tale: che sia rispettato, che ci sia rispetto tra i tifosi e siano rispettati anche i corridori».
GUARDA L’INTERVISTA VIDEO
A DANIELE COLLI
SU WWW.ILTIRRENO.IT/GROSSETO
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