Il dolore
Quella notte che l'informazione cambiò
Alla Banca della Maremma la presentazione del libro di Guido Fiorini e Angela Cipriano sulla tragedia della Concordia
GROSSETO. C'è stato un mondo prima della Concordia e un altro mondo dopo la Concordia. Come quando per la prima volta si prova un dolore e la sofferenza entra nelle nostre vite stravolgendo tutto, da quel 13 gennaio 2012 niente è stato più come prima. La tragedia del Giglio ha cambiato tutti noi, i nostri pensieri e i nostri cuori, creando una spaccatura nel corso lineare della storia e modificando il nostro modo di rapportarci con le cose. Persino di fare cronaca.
Sabato 16 - nella sala conferenze della Banca della Maremma, in corso Carducci di fronte al folto pubblico - si è parlato di tragedia, cronaca e comunicazione durante la presentazione del libro di Guido Fiorini e Angela Cipriano “Le voci della Concordia” (14 euro, edizioni Il Foglio Letterario, foto Enzo Russo) che apre una nuova importante finestra sul naufragio più drammatico della storia attraverso la voce dei protagonisti: dalle vittime alle istituzioni, dai semplici spettatori a chi ha prestato aiuto, tutto da quel giorno è cambiato. Oltre agli autori, al tavolo in sala c’erano Omar Monestier (direttore del Tirreno), Leonardo Marras, ex presidente della Provincia; Sergio Ortelli, sindaco dell’isola; Mario Pellegrini, il suo vice che «mentre Schettino scendeva dalla nave usciva dal salotto di casa e saliva a bordo per aiutare la gente». Così l’ha ricordato Antonio Valentini, caporedattore del Tirreno, inviato al Giglio e autore della prefazione del libro, raccontando la sua esperienza sull’isola «quando si dormiva in macchina» e il Giglio brulicava di operatori e giornalisti.
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Fiorini, all’epoca caposervizio del Tirreno di Grosseto, ricorda di aver trascorso «la notte nella sala operativa della Provincia con Marras» «aggiornando in tempo reale le notizie sul web». Difatti da quella notte anche la comunicazione cambiò e la Concordia segnò una svolta rendendo più rapida e sollecita la necessità di raccontare ogni sviluppo in tempo reale sul web. Per Omar Monestier «la tragedia della Costa Concordia è stata una grande lezione per la stampa italiana; una vicenda che ha mutato profondamente la pelle dei giornalisti e cambiato il nostro modo di lavorare».
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