Sicurezza
Parte del canile della Botte passa in gestione ai privati
Sarà realizzata una struttura per l’Agility dog in modo da creare risorse per sostenere l’attività della cooperativa che si occupa dei cani abbandonati
SCARLINO. Una parte del nuovo canile comprensoriale della Botte di Scarlino è pronta a diventare privata. O meglio, verrà allestita per portare avanti un’attività privata. Un passaggio che si è reso necessario per tutelare il gestore della struttura, la cooperativa sociale Il Nodo, colpevole in fondo di fare troppo bene il proprio lavoro.
La situazione infatti è questa: la cooperativa riscuote delle quote dai Comuni in base ai cani che vengono ospitati nel canile dopo essere stati catturati per strada, e dato che l’attività d’adozione, per fortuna, va avanti a ritmi serrati, ecco che buona parte delle gabbie è vuota. Una buona notizia per gli amici a quattro zampe, ma anche qualche problema per Il Nodo, che fa fatica a far quadrare i conti. Da qui, la proposta avanzata e accettata dall’amministrazione per allestire un’area ad uso privato.
In gergo tecnico, parliamo di un’area per Agility Dog, una disciplina cinofilo-sportivache consiste in una gara ad ostacoli con percorsi ad ostacoli (salti, muro, tavolo, passerella, bascula, palizzata, slalom e così via) di varie difficoltà, da compiere in un tempo prefissato. «È uno sport – si legge negli atti amministrativi – che abbina tecnica e spettacolarità e poiché è aperto a tutti i cani, di razza e non, realizza una sorta di democratizzazione dello sport cinofilo». Questo è l’obiettivo: allestire all’interno del canile della Botte, un’area da dividere dalla zona pubblica, per così dire, con un accesso indipendente anche nell’ottica di una fruibilità da parte delle associazioni animaliste e dei semplici cittadini. Tant’è che nella proposta esiste anche la possibilità di utilizzare un certo numero di posti a pensione privata. Questo passaggio è previsto anche all’interno del capitolato d’appalto firmato dai Comuni a cui fa riferimento la struttura (Scarlino capofila, Follonica e Gavorrano) con la cooperativa, proprio per far fronte a una situazione simile.
«Le condizioni economiche del contratto prevedono che i Comuni paghino una quota diaria per ciascuno dei cani alloggiati nel canile dietro presentazione di fattura mensile» dicono i documenti, spiegando poi che «l’intensa attività di adozione e di promozione attuata dal soggetto gestore ha portato ad una riduzione del numero dei cani alloggiati». Da qui la logica conclusione: «la buona riuscita dell’attività di adozione, se da una parte riduce l’intervento economico dei Comuni, dall’altra crea uno squilibrio economico a danno del gestore, il quale subisce la progressiva riduzione del valore complessivo dell’appalto». Ecco dunque la risposta: Agility Dog.
Alfredo Faetti
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