Il Tirreno

Grosseto

Chiama lo specialista per salvare lo sciame di api

Fiora Bonelli
Luciana Monaci e Ferruccio Lorenzoni
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Luciana Monaci e Ferruccio Lorenzoni

Erano entrate nel comignolo di un’abitazione: giorni di intervento per liberarle e portarle via

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CASTEL DEL PIANO. Salvato e trasferito altrove, uno sciame di api che stava costruendo il “nido” in un comignolo di Castel del Piano. Sono stati una signora e un provetto apicoltore della zona a prendersi cura di quelle api che avevano cominciato a costruire i favi in un camino di via Po, guidate lì dalle api esploratrici che avevano ritrovato un vecchio nido. Ma per liberare il camino avrebbero fatto una brutta fine. Invece una gara di velocità e una catena solidale hanno salvato l’ape regina e tutte le altre.

Cosa è successo lo racconta la stessa signora, Luciana Monaci, che abita in via Po, nella zona dello stadio di Castel del Piano e che è stata quella che ha dato l’input al salvataggio. «Mercoledì pomeriggio ero in terrazza, quando all’improvviso ho sentito come un boato, un rombo assordante - spiega- Ho pensato a un terremoto o anche a un elicottero molto vicino, ma poi mi sono girata e ho visto uno spettacolo meraviglioso e inquietante. Un fitto sciame di api che volteggiava sopra la mia testa facendo come una straordinaria danza attorno, credo, all’ape regina. Sono corsa in casa e ho chiuso tutto per paura che entrassero nell’appartamento. Ma poi, calamitata da quell’evento per me inusitato e affascinante, incuriosita, sono uscita di nuovo e ho visto che le api si dirigevano verso il comignolo della casa accanto alla mia e si sistemavano, continuando a ronzare, frusciare e volteggiare, fra le lastre del camino e entravano dentro l’apertura. Ho avvertito subito il mio vicino e abbiamo telefonato ai vigili del fuoco per chiedere di venire a toglierle di lì. Ma abbiamo saputo che se fossero state già nella parte fonda del camino, avrebbero dovuto eliminarle». La cosa non è piaciuta alla donna che ha dciso di chiedere l’intervento di uno specialista.

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«A me e a mio marito è venuto in mente di chiedere l’aiuto del “signore delle api”, Ferruccio Lorenzoni che abita a Bagnore di Santa Fiora e che sapevamo essere un grande appassionato di apicoltura - racconta - Mi ha dato la sua disponibilità ed è arrivato nel pomeriggio. È stato lui a salvarle. Io le ho sorvegliate prima del suo arrivo, entravano a stormi e traboccavano quasi dal camino, mi pareva uno sciame di enormi dimensioni». Ferruccio Lorenzoni è arrivato rapidamente. «Mi sono arrampicato sul tetto - racconta lui stesso - e ho tolto il coperchio del comignolo. Le api, un bello sciame, di circa 50.000-60.000 unità, si erano posizionate già in parte dentro il caminetto, oltre che sulle lamine della copertura. Erano in piena attività, tanto che poi ho tolto alcuni favi che a tempo di record avevano costruito e che erano pieni di miele. Ho inserito dentro il camino dei telai ancora mielati, già usati per altre api e loro, attratte da quelle esche, hanno cominciato a salirci. Intanto mi ero portato dietro una cassettina e con una mano ho cominciato e prendere le api a manciate e a sistemarle dentro. Devo aver preso anche la regina, perché hanno cominciato tutte ad andare dentro la scatola. Che ho lasciato lì, per permettere a tutte le api di trovare il loro posto e ruolo nella scatola».

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Venerdì pomeriggio, Lorenzoni a cui talvolta si rivolgono gli stessi vigili del fuoco per trattare gli sciami, ha controllato ancora la cassetta. «Le api sono tutte nella cassetta - dice - Tornerò a notte per prenderla e trasferirla nel mio apiario con le altre 10 cassette che possiedo».

Dal canto suo la signora Luciana Monaci, che per prima ha preso l’iniziativa di salvare lo sciame, conclude: «Sono orgogliosa di quel che ho fatto, perché fra l’altro, le api, oltre che essere utili per il miele, rappresentano un esempio di laboriosità e organizzazione, una forma di intelligenza che non possiamo non ammirare».

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