Attenzione
Sei tecnici del Comune chiamati a risarcire per gli sversamenti
Per venti anni hanno guidato l’ufficio tecnico dell’ente L’amministrazione chiede loro indietro 250mila euro
ROCCASTRADA. Sei professionisti che per venti anni hanno guidato l’ufficio tecnico del Comune sono stati chiamati a risarcire, per circa 250 mila euro, l’amministrazione comunale di Roccastrada. Di recente, infatti, questa cifra è stata interamente versata dal Comune all’imprenditore Alfredo Biliotti (difesa dell’avvocato Simona Brizzi), dopo una dettagliata sentenza del Tribunale di Grosseto che condannava l’Ente per sversamenti fognari maleodoranti nella proprietà di quest’ultimo, a Roccatederighi, in località Fosso Rigonville.
Una causa avviata dieci anni fa, nel 2005, con il Biliotti che all’epoca era stato costretto a interrompere e abbandonare i lavori di ristrutturazione di un enorme fabbricato rendendolo di fatto inutilizzabile e incommerciabile.
La Corte dei Conti, poche settimane fa, carte alla mano, ha rilevato su questa vicenda un danno erariale e di conseguenza il segretario comunale di Roccastrada è stato costretto a chiamare in causa i dirigenti succedutisi alla guida del settore tecnico tra il 1983 e il 2001.
«L’avvio della procedura di rivalsa da parte del Comune di Roccastrada - spiegano dal municipio - risulta semplicemente un atto dovuto». In pratica la responsabilità, ricaduta in testa all’amministrazione, verrebbe così scaricata sui dirigenti.
Chiamati a coprire il danno verso l’ente sono sei tecnici: due da tempo in pensione, gli altri ancora in attività.
Il risarcimento - stabilito con una sentenza firmata dal giudice Giulia Conte nel 2013 – ha toccato con procedure diverse anche Acquedotto del Fiora spa (circa 150 mila euro), subentrato nel 2002 nella gestione delle fognature pubbliche. Scagionato invece il Consorzio di Bonifica.
Nel frattempo alcune fognature, a Roccatederighi e Sassofortino sono state eseguite, ma molte altre risultano ancora da realizzare, come per esempio a Torniella, Piloni e Montemassi.
Un precedente legale, quindi, che preoccupa e mette a repentaglio la responsabilità personale anche dei tecnici attuali. Il nodo di questi soldi da recuperare è infatti una spada di Damocle che pende da tempo sulla testa degli amministratori e sulla serenità di chi lavora all’ultimo piano del palazzo di Corso Roma.
A febbraio - dicevamo - il segretario Giovanni La Porta ha deciso, con lettera raccomandata ai diretti interessati, di stoppare i tempi di prescrizione. Alcuni tra i sei professionisti (cinque dei quali non più in organico a Roccastrada) hanno subito chiesto l’accesso agli atti ma ancora non hanno ricevuto quanto domandato. Non è escluso che possano coalizzarsi e incaricare una difesa comune, per tutelarsi sotto il profilo economico, ma anche per la lesa dignità e rispettabilità etico-professionale.
«Nessuno ci ha mai chiamato per sentire la nostra versione – spiega uno dei tecnici coinvolti, sentito ieri al telefono – e così nel febbraio scorso ci siamo ritrovati tra le mani questa lettera raccomandata del Comune di Roccastrada, molto preoccupante, che in pratica ci invita a coprire un danno erariale di svariate decine di migliaia di euro, soldi già pagati dall’amministrazione al Biliotti. Nel mio caso, per esempio, sarei chiamato a restituire tutta la liquidazione di buonuscita. Mi sento preso in giro».
In realtà questa storia non è affatto conclusa.
Presto i sei tecnici saranno sentiti a Firenze in un’apposita sessione della Corte dei Conti.
Tutto potrebbe concludersi con una bolla di sapone e un’archiviazione, oppure con un verdetto finale che farebbe clamorosamente giurisprudenza e che costringerebbe i sei tecnici a risarcire il Comune per quegli sversamenti che non erano stati evitati.
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