Sicurezza
Morto avvelenato un altro cane: è allarme
L’allevatore di Monte Labro è disperato: «Chiedo l’intervento della prefettura e della forestale»
ROCCALBEGNA. È morto il nono cane di Giacomo Franceschelli, allevatore di Monte Labro che tiene le sue pecore nel terreno di Capanne, nel comune di Roccalbegna. Non si sa ancora chi e perché sia stato compiuto un gesto del genere e il padrone dei cani ha messo addirittura una taglia di 5000 euro per chi è in grado di fornire notizie utili alla soluzione del caso. Giovedì mattina, quando Franceschelli si è recato a Capanne dal podere Le Vene, dove abita, per aprire l’ovile e far pascolare le pecore, ha trovato morto uno dei tre cani sopravvissuti dopo la strage del giorno precedente. Così, adesso, il numero degli animali morti sale a nove. Il pastore è davvero costernato e soprattutto impaurito: «Mi hanno ucciso dei cani meravigliosi - dice - e stamani ho trovato il mio pastore dei Pirenei ormai senza vita. Questo significa che vi sono ancora in giro, qua attorno, sostanze pericolose. Non so come fare. Dove porto le mie pecore? E dove gli altri due cani? Stamattina, appena mi sono accorto dell’ultimo disastro, ho spinto le pecore più in alto, lontane dai pascoli consueti. Ma sono terrorizzato, perché ho davvero paura che cani e anche pecore facciano la stessa fine dei 9 pastori che possedevo». Ma Franceschelli non è rimasto con le mani in mano e ha avanzato alle guardie forestali una richiesta: di impiegare i cani molecolari per monitorare il pascolo e vedere dove e se vi sia del veleno. «Sono alla disperazione totale - spiega l’allevatore- e non vivo più tranquillo. Sono convinto che i miei cani siano morti per la presenza di bocconi avvelenati, anche se la certezza l’avremo solo dopo l’autopsia e le analisi dell’istituto zooprofilattico. Ma il mio terrore è che il veleno sia ancora in giro nel pascolo. E chi è in grado di trovarlo? Allora ho pensato ai cani molecolari. Ho fatto una richiesta in tal senso alle guardie forestali, ma non so se sarà possibile mettere in pratica questa soluzione e passare il terreno palmo a palmo per escludere la pericolosità di un soggiorno in questo posto. È un danno incalcolabile per me. Cani uccisi, gregge che non ha più a disposizione il terreno consueto. Una tragedia per la mia azienda. Non sappiamo più come fare e tutta la mia famiglia è in uno stato di prostrazione terribile. Mia figlia ha pianto tutta la notte e ha deciso addirittura di scrivere una lettera a Striscia la Notizia perché venga qui a vedere in che razza di disastro ci hanno ficcato. Un gregge senza guardiania e senza il solito pascolo, con un pastore disperato», conclude Franceschelli, il quale rinnova la sua richiesta di aiuto al prefetto di Grosseto: «Prego che questa autorità si interessi al mio caso - si dispera - non è giusto vedere il proprio gregge sterminato dai lupi e i propri cani uccisi dal veleno, come credo che sia».(f.b.)
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