Gioco
La fantasia dei tuttologi da social
Chi ha imposto di togliere la pedana della pizzeria Pappagone dalla sua posizione a ridosso delle Mura medicee? Lo ha imposto una decisione della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio per le Province di Siena e Grosseto, ovverosia un ufficio alle dipendenze del ministero per i beni e le attività culturali. Quando, a fine 2013, i titolari della pizzeria hanno chiesto al Comune di Grosseto di rinnovare la concessione per l’occupazione di suolo pubblico per il 2014, il Comune _ così come impone la legge in un’area vincolata _ ha girato la richiesta alla Soprintendenza. E quest’ultima ha detto no. I titolari e il Comune hanno presentato una seconda richiesta e la Soprintendenza ha ribadito il no. Il Comune non poteva dunque rilasciare la concessione (per legge), e per legge doveva dichiarare la pedana abusiva, ordinandone la rimozione. Un ordine al quale con meritoria (e non frequente) puntualità i titolari di Pappagone hanno obbedito.
Questa è la notizia, ed esattamente in questi termini il Tirreno l’ha data ai suoi lettori, on line e nel quotidiano in edicola. Alcuni grossetani però, commentando la vicenda su Facebook, hanno deciso di loro iniziativa che la notizia andava letta in modo creativo. E creativo è dire poco. Basti pensare che c’è stato persino chi _ e più di uno _ ha dato la colpa agli immigrati, accusandoli di aver ordito tutto per occupare quello spazio con la loro merce abusiva e di essere i responsabili, oltretutto, del degrado e della sporcizia sulle Mura (curiosamente nessuno di costoro ha commentato la successiva notizia, relativa alle due adolescenti grossetane pizzicate a imbrattare il bastione Maiano). Poi c’è stato anche chi _ sempre su Facebook _ se l’è presa con l’amministrazione comunale, accusandola di voler danneggiare gli imprenditori italiani per favorire gli extracomunitari.
Inutile sottolineare la fantasia _ è un eufemismo _ di queste persone. Chi bazzica i social sa che di fantasiosi, in quel mondo dove manca il faccia a faccia, se ne incrociano parecchi e che mai come in questo mare vale il detto “guarda e passa”. Un detto nobile, di matrice dantesca, consigliato anche a quegli amministratori pubblici che invece se ne hanno spesso troppo a male.
Ora la pedana sotto le Mura, per volere della Soprintendenza, non c’è più. La Soprintendenza ha scelto così in base a una valutazione paesaggistica. Insomma, estetica. E di questo, solo di questo, qui bisognerebbe discutere. Bello o non bello? Invece si parla di extracomunitari, di politica, di cosmicomici complotti... Di bellezza, ormai, e chi ne parla più.
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