Il Tirreno

Grosseto

Giro: tutto bello poi il patatrac, la grande caduta oscura la festa di Castiglione

Enrico Giovannelli
La caduta che ha coinvolto anche la maglia rosa Contador all'arrivo a Castiglione
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La caduta che ha coinvolto anche la maglia rosa Contador all'arrivo a Castiglione

Finale drammatico della tappa, numerosi ciclisti feriti a causa dell’imprudenza di un fotografo In migliaia nella cittadina e organizzazione ok: spettacolo e divertimento con la carovana rosa

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Un attimo. Un teleobiettivo che sbatte sulla bicicletta di Daniele Colli a 300 metri dal traguardo, che poi finirà all’ospedale con un braccio rotto (frattura scomposta dell’omero sinistro), e quella che era una vera festa dello sport, si tramuta così nella notizia che farà il giro del mondo.

Anche perché la maglia rosa Alberto Contador è finito sull’asfalto di viale Kennedy, e la sua presenza alla partenza è stata a lungo a rischio. Poi, escluse fratture, il ciclista spagnolo si è presentato regolarmente al via.

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Protagonista involontario della maxi caduta di Castiglione sembrerebbe un fotografo, poco più che trentenne, che per riprendere la lunga volata si era piazzato sul lato sinistro del viale guardando l’arrivo. Anche lui è stato ferito al viso, con la sua macchina fotografica che lo ha colpito, rendendo necessaria una visita al pronto soccorso.

La tappa, alla fine, è stata vinta in volata dal tedesco André Greipel. Con Contador che ha mantenuto la maglia rosa pur varcando il traguardo a piedi proprio a causa della caduta.

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Insomma, quello che era fin lì un grande spettacolo, è stato in parte rovinato proprio sul più bello. Giovedì 14 magio però Castiglione della Pescaia ha toccato con mano quello che significa essere al centro dell’attenzione mediatica, per un evento sportivo di caratura mondiale come appunto la corsa rosa. In paese si respirava fin dal mattino un’aria particolare: bastava vedere gli occhi della gente per capire che non era una giornata normale. Tutti avevano cercato di rendere omaggio a una delle corse ciclistiche più importanti al mondo, magari con un semplice nastrino colorato oppure addobbandosi di tutto punto. Castiglione a dire la verità è abituata a “esplodere” in estate, passando da poche migliaia di abitanti a decine di migliaia e quindi ha ben reagito all’arrivo della folla, piambata in centro tutta insieme.

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Incredibile la macchina organizzativa di Rcs. Fin dalla mezzanotte di mercoledì, i camion si sono piazzati alla fine della panoramica nord: il punto strategico con la linea del traguardo. Centinaia di persone hanno letteralmente costruito tutto in poche ore: transennando il lungo rettilineo d’arrivo e con i tecnici intenti a piazzare cavi e sistemare le hospitality; così come gli oltre 100 volontari ingaggiati dal Comune che presidiavano gli angoli delle strade più a rischio. In piazza del Ponte Giorgini, quella dove di solito si svolge il mercato del sabato, l’allegria era forse ancor più contagiante: l’open village era diventato quasi una discoteca all’aria aperta, grazie alla musica di Rds, e a tutti gli stands degli sponsor.

Ma è stato nel primo pomeriggio che l’entusiasmo è diventato contagioso. La gente è affluita a frotte, riempiendo i parcheggi previsti, usando le navette. Insomma di minuto in minuto la zona dell’arrivo si riempiva di persone, con i tifosi che potevano farsi una bella passeggiata sul lungomare. I ragazzi delle scuole cittadine avevano partecipato a un concorso e sono stati sistemati nella tribuna centrale, con le loro magliette rosa.

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Quando il gruppo si è ricompattato all’altezza di Macchiascandona era chiaro che sarebbe stato un arrivo in volata. E ad annunciare che ormai i girini erano in dirittura d’arrivo sono stati gli elicotteri, che hanno praticamente dato il segnale che l’ultimo atto si stava per compiere.

Poi, nemmeno il tempo di rendersi conto che era tutto finito che gli soliti addetti sono tornati sul percorso e hanno iniziato a smontare tutto, con una sequenza impressionante. Per Castiglione, al di là della brutta caduta dei coridoi, resta la consapevolezza di aver dato prova di essere all’altezza di poter ospitare una manifestazione del genere.

Viva il Giro, speriamo che torni presto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web