Sicurezza
Trentamila euro raccolti per Aleppo
La generosità dei grossetani non tradisce il vescovo Rodolfo e il suo impegno per i cristiani in Siria
GROSSETO. Sfiorano ormai i trentamila euro le offerte per la comunità di Aleppo, la cui raccolta è stata promossa dalla diocesi attraverso l’iniziativa “Grosseto per Aleppo”, la tre giorni di incontri e testimonianza offerta – nei primi giorni di maggio – alla Chiesa e alla città da padre Ibrahim Alsabagh, frate minore francescano della Custodia di Terra Santa e parroco della comunità latina di Aleppo.
Il religioso ha fatto rientro nella martoriata città siriana domenica scorsa, trovandosi davanti una situazione drammatica, ma confortato dall’affetto, la vicinanza, l’amicizia fraterna trovate a Grosseto e nelle altre realtà di cui è stato ospite nel suo breve soggiorno in Italia, e dal fatto che _ rientrato ad Aleppo _ ha trovato sei coppie di fidanzati desiderose di iniziare il cammino di preparazione verso le nozze.
Un segno di speranza, per chi desidera guardare oltre la tragedia della guerra desiderando costruire un futuro di serenità.
Le offerte raccolte a Grosseto serviranno come sostegno ai molteplici bisogni che la popolazione di Aleppo ha e di cui la parrocchia si fa quotidianamente carico, assistendo in modo stabile quasi 450 nuclei familiari e sovvenendo a molte altre necessità che si presentano per aiutare le persone a condurre un’esistenza il più possibile dignitosa, pur mancando l’energia elettrica (è disponibile un’ora al giorno), in molti casi l’acqua corrente ed essendo saliti alle stelle i prezzi degli alimentari, a partire dalla carne e dalle uova.
Senza dimentica l’aspetto dell’educazione e dell’istruzione.
«La bella gara di solidarietà che ha mosso i grossetani _ commenta il vescovo Rodolfo _ è il più bel segno della comunione che si sta intessendo con i cristiani di Aleppo, dei quali desideriamo continuare a farci carico con la preghiera, l’attenzione e la carità fattiva. Certo, il dramma della guerra e dell'odio che sta ferendo mortalmente quella città ha bisogno di risposte politiche. Sottoscrivo l’appello di Andrea Riccardi, dalle colonne di Avvenire», conclude monsignor Cetoloni: «C’è una città che sta morendo e serve un soprassalto di umanità perché Aleppo sia salvata. A Grosseto abbiamo acceso una fiammella perché non calino l'attenzione, la preghiera, la fraternità».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
