Il Tirreno

Grosseto

Rossi soddisfatto e un coro di no

Critiche da ambientalisti e avversari del governatore nella corsa alla Regione

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GROSSETO. Se il primo ad essere soddisfatto della firma è il viceministro Riccardo Nencini, il secondo è senza dubbio il governatore Enrico Rossi. «Per quanto ci riguarda siamo disposti a dare il massimo contributo perché si faccia un'opera davvero di qualità, consapevoli che si interviene su un tratto di straordinaria bellezza. I lavori inizieranno a fine 2017 per completarsi entro tre anni, dopo aver ottenuto tutti i necessari permessi di Via a livello nazionale – dice il presidente e ricandidato alla Regione Toscana – In generale con questo progetto la Tirrenica da Livorno a Civitavecchia diventa percorribile per chi proviene da nord o da sud, in modo competitivo con tante altre tratte autostradali».

Un’opera su cui Rossi si è sempre battuto e che ha messo a segno proprio nel cuore della sua campagna elettorale. Il governatore poi entra nello specifico del protocollo d’intesa, parlando anche nel lotto orbetellano. «Il tratto Grosseto sud-Ansedonia sarà una vera e propria autostrada che si costruirà sul percorso già individuato con delibera della Regione che continuerà in gran parte ad interessate la stessa variate Aurelia. I progetti esecutivi saranno presentati nel 2016 e la massima attenzione dovrà essere riposta all'attenuazione dell'impatto ambientale e paesaggistico». Una questione su cui dovranno trovarsi d’accordo Regione e Comune d’Orbetello. «Al momento è un passo avanti serio e concreto – riprende Rossi tornando sulla firma – Noi vigileremo perché si realizzi nel modo migliore e nei tempi previsti».

Ma all’ottimismo fa muro la lunga e dura contestazione al progetto. C’è Legambiente che torna a ribadire che «l’unica soluzione plausibile rimane l’adeguamento dell’Aurelia» e i vertici del Parco della Maremma, che aspettano Sat al varco. «Noi per ora non abbiamo visto nessun progetto» ricordano. Ma soprattutto, ci sono tutti gli avversari di Rossi in corsa per la Regione a sparare a zero su questo protocollo d’intesa, non solo sui contenuti ma anche sulla tempistica con cui è arrivato. «Rossi non ha fatto niente per cinque anni e improvvisamente, a legislatura scaduta, arrivano il porto di Livorno e la Tirrenica – dice Claudio Borghi, candidato Lega Nord – Ovviamente il giorno dopo le elezioni non succederà nulla». Sulla stessa linea, ma critico anche sul progetto, Tommaso Fattori, candidato di Sì Toscana a Sinistra. «La Tirrenica è un’opera inutile, la cui ideazione risale al 1968 e risponde alle logiche di quel periodo: boom economico, priorità al trasporto su gomma, crescenti volumi di merci da trasportare – sostiene – Si tratta di una visione vecchia e superata che non risponde più alle esigenze del territorio, delle persone, dell’ambiente e del trasporto in generale». Samuele Segoni, ex grillino oggi deputato di Alternativa Libera, annuncia già un’interrogazione immediata in Parlamento sulla Tirrenica. «Quel pregiato territorio merita seri interventi per la messa in sicurezza dell’Aurelia, una robusta cura dell’assetto idrogeologico, così fragile da comportare ripetute alluvioni, e collegamenti ferroviari degni di un paese industrializzato». (a.f.)

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