Sicurezza
Il sociale dà lavoro: la sfida de Il Sole
La Fondazione presieduta da Massimiliano Frascino usa il Jobs Act e assume 13 operatori a tempo indeterminato
GROSSETO. Sono tredici su sedici e avranno un posto di lavoro a tempo indeterminato.
La Fondazione Il Sole ha annunciato ieri la decisione di stabilizzare tredici degli attuali sedici operatori con contratti a progetto nelle attività a servizio di persone disabili e delle loro famiglie.
Il presidente Massimiliano Frascino parla di una decisione che è stata anche oggetto di accese discussioni in seno alla Fondazione.
L’opportunità di stabilizzare tredici operatori è scaturita dal Jobs Act e Frascino non lo nega. «L’intenzione di dare maggiore stabilità alle persone che lavorano con noi c’era già prima del Jobs Act _ dice _ ma c'era il problema dei maggiori costi che comporta assumere a tempo indeterminato: su questo, indubbiamente, il Jobs Act ci viene incontro».
In effetti per la Fondazione Il Sole i maggiori costi che per l’immediato deriveranno dalle stabilizzazioni sono tra i quindicimila e i ventimila euro annui per i primi tre anni, e solo dopo tre anni lieviteranno perché si cominceranno a pagare i contributi. In tutto il costo del personale passerà dagli attuali 290.000 euro a 370.000 euro fra tre anni.
«La prossima settimana _ spiega Frascino _ parleremo con i nostri operatori e faremo loro questa proposta di stabilizzazione, contiamo di far partire il tutto dal prossimo settembre, mentre attendiamo di vedere se ci saranno bandi, a breve, con altri incentivi per la nuova occupazione».
Saranno contratti di lavoro a tempo indeterminato e quasi a tempo pieno dal momento che ci si orienterà sulle 30-33 ore settimanali invece di 40.
Frascino è, evidentemente, soddisfatto di questo nuovo passo in avanti che la Fondazione Il Sole si accinge a compiere. Una soddisfazione che deriva anche dalla consapevolezza di non dover dipendere da contributi o sovvenzioni pubbliche.
«Meno di un quarto del nostro bilancio _ spiega _ attinge a risorse pubbliche, per il resto abbiamo entrate che derivano da varie fonti di finanziamento: cinque per mille, imprese che hanno scelto di destinarci delle risorse perché credono nella nostra attività, quote di compartecipazione delle famiglie delle persone di cui ci occupiamo e vere e proprie donazioni».
È con queste risorse che la Fondazione il Sole ogni giorno accoglie 38 persone disabili (diverranno 43 a settembre), che hanno concluso il loro percorso scolastico e che tutte le mattine si ritrovano in viale Uranio, con una quindicina di operatori, tra dipendenti, volontari e ragazzi del servizio civile, e da qui iniziano, a gruppetti, una giornata sempre diversa, che parte con la colazione al bar e prosegue con attività in laboratori artigiani, raggiunti con i mezzi pubblici, o con la preparazione del pranzo dentro la stessa struttura.
Insomma, ogni genere di attività che consenta a persone che vivono difficoltà per lo più psichiche, di relazionarsi con il resto del mondo, evitando l’isolamento e aumentando la qualità della vita propria e delle proprie famiglie.
A questi “ospiti” fissi si aggiunge, poi, un’altra sessantina di persone che sono coinvolte in altre attività, dalla riabilitazione equestre al “Tempo libero no tempo vuoto”, dal progetto bambini alla cooperativa Raggi di Sole che gestisce il pastificio.
Ora il passo ulteriore, che trasforma un’attività sociale – quelle che di solito si ritiene debbano essere “a carico” degli enti pubblici – in una vera e propria piccola azienda che dà lavoro stabile a un bel po’ di persone, in un settore decisivo per il presente e il futuro di tutti. Davvero una bella sfida, che si può aiutare destinando il proprio cinque per mille a Fondazione Il Sole. Info: www.fondazioneilsole.it telefono 0564 491730.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
