La manifestazione
Firmato l’accordo, cantieri nel 2017
Sat investirà 1,4 miliardi: pedaggio solo a sud di Grosseto, esenzioni per i residenti, Aurelia riqualificata nel tratto nord
GROSSETO. Adesso, sulla carta, l’autostrada Tirrenica c’è. C’è il progetto, anche se ci sono ancora alcuni nodi da sciogliere, come l’eterno tratto orbetellano; ci sono le risorse per realizzare l’opera, con un investimento da 1,4 miliardi di euro che pagherà per intero Autostrade per l’Italia, divenuta l’azionista di maggioranza di Sat; c’è il cronoprogramma, che prevede l’inizio dei cantieri in Maremma dalla seconda metà del 2017. C’è tutto insomma nel protocollo d’intesa firmato ieri a Palazzo Chigi dal governo, il privato e le due Regioni interessate, Lazio e Toscana.
Per i 160 chilometri che interessano la Toscana è previsto l’adeguamento della variante Aurelia da Rosignano fino a Grosseto sud, da cui poi partirà l’autostrada vera e propria fino a Civitavecchia. Qua saranno costruiti tra caselli “aperti” (a Grosseto, Fonteblanda e Capalbio) che permetteranno di poter transitare da uno all’altro senza bisogno di pagare il pedaggio. I residenti ne saranno del tutto esenti, mentre tutti gli altri automobilisti pagheranno.
«Sono soddisfatto». Alla fine dell’incontro di ieri a Roma, il viceministro dei trasporti Riccardo Nencini non nasconde il sorriso. Dopo cinquant’anni di tira e molla, polemiche, annunci e smentite, la firma sul protocollo d’intesa arriva in piena campagna elettorale verso le regionali. «La Tirrenica era ad un punto morto ormai da più di trent’anni – continua Nencini – Finalmente un punto fermo sulla realizzazione di un’infrastruttura strategica per tutto il centro Italia». Una base solida, insomma, in cui Sat e la sua azionista di maggioranza Autostrade per l’Italia hanno individuato puntualmente anche come riusciranno a finanziarla: in parte con un piano di mutualità, in parte con i pedaggi che verranno riscossi. Le cifre contenute nel documento parlano di 15 centesimi al chilometro per le automobili e 33 per camion e mezzi pesanti.
Tariffe che comunque possono essere riviste in base ai casi. «I residenti non pagheranno il pedaggio – ha aggiunto Nencini – e ci sono tariffe agevolate anche per i non residenti». Anche per quest’ultimi infatti c’è la possibilità di sfuggire al ticket in alcuni tratti dell’autostrada che verrà: per l’esattezza, in quelli compresi tra Grosseto sud, Fonteblanda e Capalbio, dove verranno realizzati dei caselli “aperti”, ossia un pedaggio fisso e economicamente vantaggioso e che non viene calcolato in base alla distanza ma con cifre forfettarie. Nella parte nord, quella sul tratto San Pietro a Palazzi (Cecina) – Grosseto sud, ci sarà invece una quasi esenzione anche per i non maremmani, in quanto verrà applicato un pedaggio commisurato a 10 chilometri. A tutto questo si aggiunge la possibilità di altre agevolazioni grazie ai fondi messi a disposizione da Sat alle Regioni.
Sono queste le basi del protocollo. C’è anche il tracciato, è vero, ma ci sono ancora dei punti da chiarire a riguardo. Il problema riguarda il lotto 5b, Fonteblanda-Ansedonia, su cui ancora non c’è un percorso vero e proprio. La società dal canto suo ha garantito che presenterà il progetto quanto prima così da sottoporlo alla valutazione d’impatto ambientale, in modo da arrivare ad allestire i cantieri già a settembre 2017. Per il resto l’idea di Sat è chiara: adeguare la variante Aurelia fino a Grosseto, senza aumentare la superficie già esistente dell’asfalto, per poi costruire l’autostrada fino a Civitavecchia. «Sarà un tratto più sicuro, si migliora la viabilità costiera e finalmente si porta a compimento una questione annosa – conclude Nencini – Un impegno mantenuto da tempo. Abbiamo fatto bene a scommetterci, non ci credeva più nessuno».
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