Il Tirreno

Grosseto

Alla ricerca del leggendario tesoro delle fate

Fiora Bonelli
Il costone a Montelaterone dove si troverebbe la leggendaria buca delle fate
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Il costone a Montelaterone dove si troverebbe la leggendaria buca delle fate

Uno speleologo esplora la zona di Montelaterone per trovare una misteriosa buca nascosta fra gli arbusti
"Voglio scoprire se il nostro immaginario ha un fondo di verità, forse è un sito preistorico, ma qualcosa deve esserci"

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MONTELATERONE. Una montagna piena di grotte, di buche, di sassi e di misteri, l’Amiata. La grotta di Merlino, il sasso di Petorsola, il cunicolo dei templari di Lamula, e adesso la buca delle fate di Montelaterone e del suo tesoro che secondo un’antica leggenda è sepolto lì sotto.

Sarà forse un cunicolo, una strettoia, chissà, la cosiddetta buca delle fate, ben nota ai montelateronesi, quelli più anziani; oggi però introvabile, nascosta dalle continue trasformazioni del paesaggio urbano ed extraurbano che ha interessato anche questo borgo gioiello medievale dell’Amiata.

Ma siccome quella buca fatata resiste sia nell’immaginario collettivo che nella toponomastica campagnola, allora c’è chi è andato alla ricerca del luogo magico e ha trovato anche altre sorprese.

Si è buttato a capofitto nella ricerca, lo speleologo Gianni Cannavale di Arcidosso, che ha trovato, a Montelaterone, una fonte attendibilissima, una signora ottantenne con una memoria di ferro che gli ha raccontato che da bambina con gli amici andava a giocare alla buca delle fate, a cui si accedeva da un’apertura triangolare formata da due massi di peperino.

Un gioco ricorrente, vivido nella memoria. La ricognizione effettuata giorni or sono, dei due massi e dell’anfratto dove potrebbe essere il famoso tesoro, non ha dato esito positivo, perché il paesaggio si è trasformato nell’arco di 70 anni, «ma - spiega Cannavale - la signora mi ha indicato precisamente dove esplorare, e cioè nel costone di Montelaterone che guarda verso Monticello. Oggi il posto è ricoperto da arbusti e sterpaglia - aggiunge - ma tornerò lì con tutta l’attrezzatura occorrente e scaverò all’occorrenza. I massi ci devono essere e l’anfratto pure, e suppongo possa trattarsi di un insediamento preistorico. Se poi c’è un tesoro, meglio ancora».

Ma Montelaterone continua a essere il paese delle sorprese. Infatti, durante il sopralluogo che Cannavale ha fatto con la testimone dalla memoria di ferro, è stato individuato anche un muro medievale che dalla Roccaccia scendeva fino alla Zancona e anche di questo la signora aveva memoria: «Si chiamava Roccaccino - spiega Cannavale e si ricongiungeva alla Roccaccia, un muro di fortificazione dello spessore di 60-90 centimetri, assai poderoso».

La stessa giornata esplorativa è stata anche foriera di un’altra notizia da tempo ricercata dagli studiosi. La famosa cisterna che si trova dentro la rocca fortificata e che secondo molti faceva anche da tunnel per uscire da un’altra parte del paese, è stata riempita di terra in epoca fascista, in tempo di guerra.

La stessa signora lo ha raccontato a Cannavale, spiegandogli che durante i bombardamenti alcuni bambini si erano nascosti nella cisterna dove c’erano anche dei gradini che portavano lungo un cunicolo e ha spiegato che i genitori, impauriti dalla possibilità che i ragazzini andassero troppo giù, avevano fatto in modo che la cisterna fosse riempita di terra fino a un certo punto.

«Resta da capire - spiega Cannavale, dove conducesse il cunicolo e se è plausibile che sia il famoso tunnel che si snodava in un percorso sotterraneo fuori dalla fortificazione medievale. D’altra parte le difese del medioevo contemplano un mondo underground fatto di cunicoli e trabocchetti, sempre molto misteriosi e difficilmente individuabili. Ma l’informazione della signora è stata preziosissima, per lo meno sappiamo quando è stato riempito di terra e a brevissimo tornerò a Montelaterone».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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