Il Tirreno

Grosseto

Stangata Tari ma c’è l’incognita sconto

di Maurizio Bernardini
Stangata Tari ma c’è l’incognita sconto

Rete Imprese: «Il Comune proporrà le stesse tariffe 2014, poi ciascun titolare indicherà le superfici da esonerare»

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GROSSETO. Togli da una parte, metti dall’altra. Ma il risultato dev’essere sempre lo stesso. È fermento in città sulla gestione dei bollettini sui rifiuti. Mentre le cartelle sono pronte a fioccare sulle teste di migliaia di residenti, spuntano idee e soluzioni per ammorbidire – ma solo ad alcuni - la legnata che fa rima con Tari.

In ballo c’è un sostanzioso sconto (se non addirittura un’esenzione). Ma come detto non sarà per tutti. E chi non potrà acciuffare l’occasione rischia d’essere costretto a contribuire per il bene altrui. Spieghiamoci meglio. Al centro del possibile benefit (o sacrosanto diritto, a seconda di come la vediate) sono i piccoli e medi imprenditori. Quelli, tanto per capirci, che da anni pagano fior di quattrini per una tassa sui rifiuti che comprende le aree destinate a finalità produttive. Dove, insomma, sorgono rifiuti speciali che i titolari di ditte smaltiscono – a suon di euro – in proprio. Ecco, quelle zone, così come richiesto a lungo dalle associazioni di categoria, non dovrebbero rientrare nei calcoli Tari.

A indicarlo, spiegano in una nota il direttore e presidente di turno di Rete imprese Italia, Renzo Alessandri e Carla Palmieri, una circolare del Ministero di economia e finanza del 9 dicembre scorso. «Lì è sancito che nella determinazione delle superfici assoggettabili alla Tari non si tiene conto di quella parte di essa ove si formano, in via continuativa e prevalente, rifiuti speciali al cui smaltimento sono tenuti a provvedere, a proprie spese, i relativi produttori». Ma le parole sono importanti. E vanno pesate: quel «continuativo e prevalente» richiamato nella circolare è destinato a far discutere.

«Cos’è da intendersi in quella definizione?» si chiede l’assessore all’educazione ambientale, Giancarlo Tei. E poi: «Se non paga un cittadino paga l’altro: esiste l’obbligo della copertura totale dei costi del servizio. Insomma, sulle esenzioni qualche dubbio ce l’ho. Inoltre, chi dà un residuo di rifiuto, anche se questo è una parte marginale sul totale, credo un contributo debba comunque darlo. Insomma, a scrivere una circolare basta poco, ma poi le cose vanno viste nel concreto».

Parlando di fatti, quello più importante è senza dubbio la stesura dei regolamenti comunali. Ogni municipio, infatti, dovrà rivedere le proprie scelte in base al quadro normativo. Le associazioni, così come ricordato da Rete imprese, chiedono un regolamento unico per tutti i Comuni compresi nell’Ato. Ma non è cosa semplice. Nel capoluogo, almeno a sentire Alessandri e Palmieri, qualcosa s’è mosso.

«La ricerca di una soluzione equilibrata ha prodotto una quadratura possibile e in grado di far convivere le contrapposte esigenze. Il Comune emetterà le rate in acconto degli avvisi Tari 2015 proponendo la stessa tariffa applicata lo scorso anno. Poi, ogni titolare d’impresa potrà, tramite le associazioni, far valere i propri diritti individuando le superfici in cui si formano in via continuativa o prevalente rifiuti speciali smaltiti in proprio che verranno completamente esonerate. Un lavoro che consentirà di costruire un archivio». Inoltre, visto che gli importi saranno – come sempre – frazionati in più scadenze, gli artigiani potranno sospendere il pagamento della prima rata (con scadenza 31 maggio) proprio nell’attesa di una «definizione del contraddittorio con il Comune delle superfici esonerare e quelle tassabili. E questo fino alla scadenza della rata di saldo senza che vengano applicate – questa, dicono Palmieri e Alessandri, la rassicurazione che ci ha dato il vice sindaco, Paolo Borghi - sanzioni o interessi».

Nel frattempo venerdì scorso l’Ato si è impegnata a svolgere un’indagine comparativa per prospettare a ogni municipio il livello minimo di tassazione percentuale da applicare alle diverse tipologie di attività coinvolte.

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