Il Tirreno

Grosseto

Quelle carezze proibite alla cugina

La ragazzina aveva 8 anni all’inizio dei fatti, sotto inchiesta un ventenne

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GROSSETO. Sono carezze e poco più, quelle contestate. Non sono rapporti sessuali completi. Lui oscilla tra la minore e la maggiore età; lei sicuramente minorenne, decisamente una bambina. Cugini tra di loro, sono finiti al centro di un fascicolo della Procura di Grosseto. Lui come indagato, lei come parte offesa. Lei, tra l'altro, pienamente attendibile come ha stabilito la perizia redatta dal dottor Romano Fabbrizzi. Il neuropsichiatra infantile ha riconosciuto la ragazza, oggi poco più che quindicenne, come assolutamente lineare nella ricostruzione dei fatti e, anzi, quei momenti di "non ricordo" o di defaillance depongono ancora di più per la genuinità delle sue dichiarazioni.

Non si è inventata nulla insomma la ragazza, che abita nella stessa località del cugino - lui poco più che ventenne - un centro della nostra provincia. Questo è almeno ciò che è emerso dall'incidente probatorio che si è concluso ieri mattina davanti al giudice delle indagini preliminari Valeria Montesarchio, con la discussione dei risultati degli accertamenti dello specialista incaricato da Tribunale. Il fascicolo torna adesso al sostituto procuratore Marco Nassi, che deve decidere come procedere nell'azione penale ed eventualmente disporre la trasmissione di parte degli atti alla Procura dei minori di Firenze qualora fossero emersi fatti di competenza non esclusiva del Tribunale di Grosseto.

A far partire le indagini, l'anno scorso, erano state le parole della ragazza, raccolte da una dottoressa: la studentessa vi si era rivolta perché temeva un insuccesso nell'ambito scolastico, addirittura temeva di perdere l'anno, e aveva bisogno del conforto di uno specialista. Da questi colloqui erano emersi particolari che avevano indotto la dottoressa a mettere in moto la magistratura. La ragazza ha raccontato di episodi che sarebbero andati avanti da quando lei aveva 8 anni fino ai suoi 11-12 anni di età. Il cugino l'avrebbe carezzata nelle parti intime, attuando così momenti di violenza sessuale. E anche lei avrebbe carezzato lui: ma dai risultati della perizia sarebbe emerso che si sarebbe trattato di gesti indotti, forzati, comunque non voluti da quella che era una bambina.

L'imputazione è rimasta per tutto il tempo di massima, in attesa che facesse il suo corso l'incidente probatorio, accertamento anticipatorio dell'eventuale processo. Adesso il fascicolo è di nuovo nelle mani della Procura.

Pierluigi Sposato

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