Il Tirreno

Grosseto

La storica pedana di Pappagone è stata rimossa

La pizzeria Pappagone senza la storica pedana (foto agenzia Bf)
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La pizzeria Pappagone senza la storica pedana (foto agenzia Bf)

Dopo la battaglia legale e l'ordinanza sindacale in vista del Giro d'Italia, il manufatto a servizio del locale sotto le mura di Grosseto non c'è più

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GROSSETO. Via la pedana della pizzeria Pappagone. Dopo il parere negativo espresso dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Siena e Grosseto sul manufatto esterno al locale e il pronunciamento del Tar che ha respinto la richiesta di sospensiva avanzata dai gestori della storica pizzeria di Grosseto, la pedana davanti alle mura è stata rimossa. Decisiva è stata l'ordinanza firmata il 6 maggio dal sindaco Emilio Bonifazi che - in vista del Giro d'Italia - ha imposto alla legale rappresentante della Pizzeria Pappagone sas di rimuovere entro sette giorni la grande struttura di legno addossata alle Mura medicee proprio all'ingresso del centro storico, in piazza de Maria, davanti a Porta Vecchia. Così la pedana è stata rimossa martedì 12 maggio.

Già il mese scorso i titolari avevano espresso tanta amarezza oltre che una forte preoccupazione per il futuro. «La pedana è fondamentale per la nostra attività - ha spiegato il titolare Enzo Adami - visto che lavoriamo prevalentemente con i turisti in primavera ed estate e il nostro locale dentro le Mura non ha finestre. Senza quella struttura, finora regolarmente autorizzata di anno in anno, noi siamo rovinati e temo che saremo costretti a chiudere».

Fino allo scorso anno infatti il Comune di Grosseto ha sempre concesso l'autorizzazione all'occupazione del suolo pubblico da parte della struttura che ospita gli ombrelloni, i tavolini per i clienti e tante belle fioriere. Nel 2014 però sempre il Comune ha fatto sapere ai titolari che sarebbe stato necessario ottenere in più anche l'autorizzazione dalla Soprintendenza competente per quanto riguarda i vincoli che insistono sulle Mura medicee, così come prevede l'articolo 21 del Codice dei beni culturali e del paesaggio. Proprio da Siena è arrivato lo stop: il parere della Soprintendenza ha valutato negativamente la pedana troppo attaccata alle Mura e tale da compromettere lo scorcio e la prospettiva su Porta Vecchia.

Da lì in poi è stato un iter burocratico che ha portato allo smantellamento. 

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