Sicurezza
Morti in agricoltura, Maremma ai primi posti
Ecco come le organizzazioni degli agricoltori pensano che sia possibile limitare il numero degli incidenti con i trattori
GROSSETO. Ancora due morti sotto al trattore martedì 13 maggio (uno ad Arezzo, l’altro a Prato). Si sommano ai tre, in pochi giorni, registrati in Maremma. La Toscana che si conferma ai primi posti in Italia per quanto riguarda le cosiddette “morti verdi”. Ogni anno l’osservatorio Asaps, l’Inail, la FederUnacoma (la federazione dei costruttori di macchine agricole) e le associazioni di settore rendono noti i dati sugli incidenti con i trattori. Il ribaltamento del mezzo risulta la prima causa di mortalità e la categoria dei conducenti con età superiore a sessant’anni quella nettamente più esposta al rischio.
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Ne abbiamo parlato con i vertici provinciali di Cia, Coldiretti e Confagricoltura. «Sì, è vero. Ribaltamento, investimento, schiacciamento - spiega Enrico Rabazzi (Cia) – sono pericoli che ogni giorno deve fronteggiare chi sale su un trattore. Il problema è che in agricoltura una persona rimane attiva per sempre, anche raggiunta l’età pensionabile. La formazione a mio avviso può essere una risposta preventiva a questi drammi, ma a volte – ed è il caso di Gildo Sampieri, che conoscevo bene – subentra la fatalità. Gli infortuni sono in agguato per mille diverse ragioni: in primavera-estate c’è l’erba alta e può capitare di non vedere un dislivello, oppure alcuni mezzi sono un po’ datati... Fatto sta che il nostro resta un settore ad elevato rischio di infortunio per frequenza degli eventi e per gravità delle conseguenze».
Eppure Coldiretti, per bocca del direttore Andrea Renna, conferma che le aziende agricole del grossetano, negli ultimi anni, hanno fatto registrare un miglioramento delle condizioni di sicurezza dei mezzi, al quale ha certo contribuito l'opera di informazione condotta dalle associazioni. Ma non basta. «Noi, come organizzazione Coldiretti – spiega Renna – abbiamo istituito da tempo un apposito sportello sicurezza. Non solo. Per quanto riguarda la formazione degli operatori abbiamo tenuto in diverse zone della provincia corsi di formazione per i conducenti sui rischi in agricoltura. E altri corsi sono in cantiere. L’obiettivo è proprio la prevenzione. Così facendo crediamo che sia possibile abbassare il numero degli incidenti».
Le rilevazioni parlano chiaro e comprendono tutti gli infortuni che avvengono in campagna, ai lavoratori con tutela assicurativa Inail. Si tratta di lavoratori autonomi abituali, di coloro che svolgono attività a titolo hobbistico e di quei lavoratori che, pur potendosi considerare a tutti gli effetti coltivatori diretti, svolgono un’altra attività che è prevalente rispetto a quella agricola. Dai dati dell’Istituto emerge come il 70% degli incidenti mortali è dovuto al ribaltamento del mezzo; decisamente inferiore il peso dell’investimento/schiacciamento, che rappresenta circa il 10% del totale degli eventi. Interessante anche la localizzazione geografica degli incidenti, con la Toscana al terzo posto in Italia per numeri di sinistri mortali e la provincia di Grosseto prima in Toscana.
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Inail, nei suoi report, traccia anche un profilo delle categorie più esposte; un’analisi dalla quale emerge come il principale fattore di rischio sia rappresentato dall’età del conducente. Negli ultimi 5 anni presi in considerazione dalle statistiche i giovani di età compresa fra i 18 e i 34 anni rappresentano la categoria meno soggetta a incidenti mortali (appena il 7%). All’estremo opposto si colloca la classe degli “over 66” nella quale l’incidenza delle morti risulta pari addirittura al 47%. Se si considera che la categoria dei conducenti con età compresa fra i 50 e i 65 anni rappresenta un ulteriore 26% degli incidenti, si evince come, nei cinque anni presi in esame, più di due incidenti su tre vedono coinvolti operatori anziani.
«Da tempo – conclude Paolo Rossi, direttore di Confagricoltura – si discute su come contrastare questo problema, cioè gli infortuni sul lavoro in un settore trainante, che qui conta molti addetti. In Maremma le organizzazioni agricole sono state tra le prime in Italia ad organizzare con l’Asl e il comitato paritetico, corsi di formazione e aggiornamento costanti. Credo anche sia stato superato il gap della modernità e della revisione delle macchine. L’appello da fare, quindi, è solo uno: prestare sempre attenzione, non lasciare che certi gesti ripetitivi vengano fatti con superficialità. Quando siamo a terra o sopra un mezzo nulla va dato per scontato.»
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