Il Tirreno

Grosseto

Maiano imbrattato, due ragazze rischiano grosso

Maurizio Bernardini
Scritte vandaliche sulle Mura al bastione Maiano (foto Bf)
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Scritte vandaliche sulle Mura al bastione Maiano (foto Bf)

Per i vandalismi previste multe fino a tremila euro e anche il carcere. Il sindaco Bonifazi: «È il senso civico che manca»

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GROSSETO. Te le immagini a prendere un gelato, o magari all’uscita di scuola con ancora lo zaino sulle spalle. A far due chiacchiere con le amiche, parlar di ragazzi, viaggi, amori infranti e sogni. Poi, invece, le ritrovi lì, a vomitar vernice addosso a uno dei luoghi simbolo di una città che non si sente più la stessa. E capisci che qualcosa non va.

È lo stupore a dominare quel che segue l’amara scoperta. Lunedì 11 maggio nelpomeriggio: un uomo nota due ragazzine che imbrattano il vecchio acquedotto del Maiano. Parte la segnalazione alla municipale. Gli agenti si fiondano sul posto e colgono le giovani a pochi metri dal bastione. Sono due ragazzine minorenni: confessano subito. Sono residenti in Maremma. In barba alle cronache che, come ricorda oggi il sindaco, Emilio Bonifazi, «parlano spesso di stranieri che si macchiano di reati. Perché si associa il pericolo del danno allo straniero. E invece è il senso civico che manca».

Ora le due rischiano grosso. Secondo la legge, infatti, possono essere perseguite. Hanno più di 14 anni e dovranno rispondere di quel che hanno fatto. Se l’atto vandalico fosse stato riferito a un palazzo qualsiasi il guaio sarebbe stato minore. Ma il Maiano è un immobile che sulle spalle ha una storia. E pesa. L’articolo 639 del codice penale alla voce deturpamento e imbrattamento di stabili di valenza storica e artistica parla di una possibile reclusione da tre mesi a un anno. Oltre a questa, c’è la multa: da mille a 3.000 euro. La segnalazione all’autorità giudiziaria è già scattata. Per fortuna loro, le giovani non hanno precedenti. Ma la ragazzata costerà comunque cara.

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Ancora senza colpevoli, invece, l’aggressione d'inizio maggio a un’antica vasca romana che adorna la passeggiata archeologica a due passi dal Maiano. Spaccata in tre parti, ora è tornata al suo posto. E pure su quel reperto, viene spiegato oggi, durante le operazioni di ripristino, qualcuno ha notato sfregi di vernice. Insomma, anche lì c’è chi s’è divertito con la bomboletta spray. Ma questo, ormai, non fa quasi più notizia. Perché la città si sta abituando a tutto.

Basta pensare all’incursione, sempre al Maiano, di un altro personaggio (pure questo italiano) che ha imbrattato la terrazza con bestemmie. «Lo hanno ripreso le telecamere – spiega l’assessore ai lavori pubblici con delega speciale alle Mura, Giuseppe Monaci – e quell’identificazione è ancora in corso». Oggi, quel che tiene banco è lo stupore. «Non facciamo pari – prosegue - a rimettere a posto le luci nel camminamento che va verso il Cassero. E come visto nell’occasione della vasca la stupidità non si ferma neppure davanti a reperti antichi».

Intanto, c’è chi si muove. L’assessore alla scuola, Giovanna Stellini, già da tempo ha lanciato un’idea che prenderà corpo a settembre. «Ho proposto l’avvio di un progetto di educazione civica dal titolo “Io mi curo di…”. Saranno coinvolte le scuole elementari, medie e superiori. Voglio che giovani e giovanissimi possano comprendere con i propri occhi qual è il lavoro di chi mette a posto le zone vandalizzate e di chi si prende cura della città: non mancheranno visite alle imprese impegnate nei servizi». Perché tutto parte dalla formazione. Dalla scuola. E dalle famiglie.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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