Sicurezza
Casa dei pesci, l’arte a difesa del mare
Calate in acqua le prime quattro sculture di marmo contro la pesca a strascico e per creare un’area di ripopolamento
TALAMONE. La Casa dei pesci diventa realtà. Nella splendida cornice del circolo velico di Talamone, a picco sul mare, la Casa dei pesci è stata inaugurata ieri con una cerimonia e con le operazioni per mettere in acqua il primo stock di massi di marmo che sono appunto il cuore del progetto.
Il sogno di un emozionato Paolo Fanciulli, pescatore ambientalista, ha preso forma e quattro dei blocchi donati da Franco Barattini, presidente delle cave Michelangelo di Carrara, sono stati immersi nelle limpide acque del mare di Talamone grazie all’intervento di una chiatta dotata di gru.
«È la montagna che viene in aiuto del mare». Ha spiegato così, Paolo Fanciulli, l'impegno di Barattini nel donare i blocchi di marmo. Un impegno che il carrarino si assunse tempo fa dopo la prima chiamata di Paolo il pescatore. La Casa dei pesci ha lo scopo di creare uno spazio di sostenibilità fra la natura e la pesca, tra la bellezza naturale e artistica, fra la protezione del mare e la sua fruibilità. Un progetto che potrebbe diventare un “progetto pilota” da seguire anche da altri spingendo a «guardare nel mare» per vedere che ciò che c'è da osservare, che è uno spettacolo unico ed irripetibile.
Tre gli intenti della Casa dei pesci: proteggere l'ambiente fermando la pesca a strascico abusiva sottocosta e creare le condizioni per il ripopolamento ittico, diffondere la conoscenza del mare e dell'ambiente marino e attrarre il turismo in tutte le stagioni per ammirare i fondali di Talamone preservati dalla distuzione e resi ancora più popolati di pesci e altre specie marine.
Un progetto nato per difendere il mare e i pesci che coinvolge anche il mondo dell'arte. «Un'arte che – come ha detto Massimo Lippi, uno degli scultori le cui opere sono state collocate in mare ieri mattina insieme a quelle realizzate da Emily Young, Giorgio Butini e Massimo Catalani – che protegge e che pervade».
L'idea di Paolo Fanciulli prende forma nel 2006 quando si inizia a pensare alla posa di dissuasori naturali per fronteggiare lo scempio della pesca a strascico e creare qualcosa di unico al mondo: un museo sottomarino. «La scelta della Casa dei pesci è straordinaria e affascinante – ha scritto in un messaggio Emilio Bonifazi, presidente della Provincia, che non è potuto essere presente all'evento – Unire l'arte con il mare, unire un rifugio, una casa, con il mondo che vive nell'acqua, creare un giardino d'arte che abbraccerà e proteggerà le nostre coste è un'idea che fa onore alle nostre comunità».
Un sogno che è allo stesso tempo difesa dell'ambiente e invito alla bellezza. La bellezza di opere d'arte posizionare a 7 metri di profondità che chi vuole può vedere. Un progetto che ha coinvolto tante persone ed enti. Dalla Regione (presente l'assessore all'ambiente, Anna Rita Bramerini) alla Provincia dell'allora presidente Leonardo Marras che non ha voluto mancare alla cerimonia, i Comuni di Orbetello, Grosseto, Magliano in Toscana e Castiglione della Pescaia, l'associazione Comitato per la casa dei pesci e la fondazione Grosseto cultura. La Casa dei pesci, come ogni progetto legato all'arte ha anche il suo mecenate, Marco Bacci, imprenditore del settore del vino che si è fatto carico di divulgare l'idea di Paolo Fanciulli trovando 25 donatori che hanno dato cifre importanti e che hanno dedicato l'opera a un familiare.
Fanciulli, “l'angelo che protegge la nostra costa” come lo ha definito l'artista senese Lippi, ha dato il via alla messa in mare con una telefonata. «Siamo pronti» ha detto, così dalla chiatta sono iniziate le operazioni per la messa in mare delle opere d'arte. E, come ha sottolineato Emily Young, «la bellezza salverà il mondo».
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