Il Tirreno

Grosseto

Aurelia - Padule Quella “bretella” non s’ha da fare

di Enrico Pizzi

Dopo sette anni e quando era in vista la gara d’appalto il Tar boccia il progetto di Comune e Provincia

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GROSSETO. Addio alla bretella di collegamento tra lo svincolo Aurelia Nord e le strade provinciali del Padule e del Pollino: c’è il vincolo dell'aeroporto militare e il Taribunale amministrativo regionale della Toscana annulla la variante al piano regolatore, adottata dal Comune di Grosseto il 23 dicembre del 2008.

La sentenza è dell’11 marzo scorso, ma è stata depositata solo la scorsa settimana, per l’esattezza il 7 maggio.

Come in un perverso gioco dell’oca, si torna alla casella di partenza, indietro di sette anni, mentre il lavoro fatto per la realizzazione di questa importante arteria, ritenuta strategica sia dall’amministrazione provinciale che da quella comunale, era, di fatto, arrivato in fondo: la Provincia, titolare del progetto, era pronta per la gara di appalto, probabilmente i lavori sarebbero stati assegnati e avviati entro l’anno e completati nel 2016.

La bretella, o circonvallazione, avrebbe alleggerito il centro abitato di Grosseto da tutto il traffico pesante in arrivo dall'Aurelia, compreso quello dei camion della nettezza urbana diretti all’impianto delle Strillaie.

Il Tar, però, ha detto di no, ed è tutto da rifare, come spiega, abbastanza amareggiato, Emilio Bonifazi, che oggi – ironia della sorte – affronta la vicenda nel doppio ruolo di sindaco di Grosseto e di presidente della Provincia.

Tutto nasce da un ricorso, presentato nel giugno del 2009 da Rolando Guerri, proprietario del Podere Spallena, al confine con l’aeroporto militare Baccarini: una proprietà gravata da vincolo aeronautico e che avrebbe dovuto essere attraversata dalla circonvallazione.

Guerri fa ricorso contro la variante urbanistica e, contestualmente, pone alla Provincia, il problema del vincolo aeronautico, tanto che l’ente chiede e ottiene, dal ministero della Difesa, a settembre 2011, una deroga ai vincoli posti a salvaguardia dell’attività di volo.

Così Provincia e Comune vanno avanti: la Provincia respinge le osservazioni di Guerri, il Comune il 4 aprile 2012 approva definitivamente la variante e l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio.

La Provincia approva il progetto definitivo alla fine di maggio del 2014.

Naturalmente ciascuno degli atti approvati dai due enti viene impugnato da Guerri. Due, essenzialmente, le ragioni per cui il Tar ha accolto il ricorso di Guerri.

Innanzitutto perché la deroga al vincolo aeronautico sembra essersi preoccupata solo di avere garanzie per la sicurezza del volo, ma nessuno si sarebbe preoccupato di verificare che ci fossero identiche garanzie anche per la pubblica incolumità di chi si sarebbe trovato a transitare su quella strada in caso di incidente di volo.

In secondo luogo si contesta la decisione stessa di avere modificato il tracciato asserendo ragioni legate al rispetto delle distanze previste dal codice della strada: secondo il Tar quella scelta non sarebbe l’unica soluzione possibile e si meravigliano, i giudici amministrativi, del fatto che ci si sia preoccupati più dei vincoli del codice della strada, che in taluni casi possono essere motivatamente derogati, che non del problema della incolumità pubblica derivante dall'attività di volo.

«La mancata valutazione di una deroga al vincolo stradale _ si legge nella sentenza firmata dai giudici fiorentini _ appare tanto più illogica ove si consideri che il nuovo tracciato della circonvallazione impattava contro un altro (e forse ancor più rilevante) vincolo: quello aeronautico».

Adesso è tutto da rifare, e il Tar raccomanda che si cerchi una soluzione «la più tollerabile e proporzionata, in quanto frutto di una ponderazione armonizzata e bilanciata di tutti gli interessi contrapposti, pubblici e privati, primari e secondari».

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