Il Tirreno

Grosseto

GAVORRANO

Ancora scontro sul piano antenne

Bene Comune vuole ridiscutere l’installazione di impianti

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GAVORRANO. Dalla politica al merito della questione. Archiviata la polemica tutta Pd sull’installazione, la grande antenna per la telefonia mobile continua a far discutere a Gavorrano. C’è chi parla di scempio e chi invece sostiene che sia necessaria per far funzionare i cellulari nel paese, dati anche i disagi degli ultimi anni. Ma sui metodi d’installazione, maggioranza e opposizione continuano a litigare.

L’assessore all’ambiente Giorgia Bertaccini rispedisce al mittente tutte le accuse, sostenendo che il gruppo di minoranza Bene Comune non solo ha suggerito di dare «massima diffusione al regolamento per l’installazione di impianti di radiocomunicazione», ma che ne aveva già visto i contenuti durante la commissione consiliare. Di risposta, però, l’opposizione chiede il ritiro di tale regolamento in modo da potervi inserire nuovi passaggi. Al centro della discussione ora si collocano quindi Bertaccini e il capogruppo di Bene Comune, Antonio Melillo. La prima spiega anche i motivi che hanno portato alla stesura di un regolamento ad hoc: «il fine è di dotarsi dell'unico strumento idoneo e accreditato per tutelare la salute della popolazione, minimizzando l'esposizione ai campi elettromagnetici; garantire un'efficiente copertura dei segnali radioelettrici, ottimizzare il servizio dato dai gestori agli utenti». Ricordando poi che l’installazione degli impianti è sempre soggetta ai pareri dell’Arpat e della commissione paesaggistica, che nel caso dell’antenna hanno dato l’ok. «La sicurezza che vogliamo dare è che, come abbiamo sempre fatto, continueremo ad avere un'alta attenzione alle segnalazioni e alle necessità dei cittadini» dice l’assessore. «È a dir proprio singolare che il capogruppo Melillo voglia disquisire sull'attenzione ed il rispetto della volontà dei cittadini quando è stato il promotore di un'azione volta a calpestare i basilari principi di democrazia mirando solo alla poltrona».

Ma Bene Comune rilancia, chiedendo «la sospensione immediata del piano di collocazione delle antenne approvato il 29 dicembre 2014». Ben inteso: l’opposizione si dice pronta a tornare in consiglio e a votare a favore, ma solo se prima saranno rispettate delle priorità, come la partecipazione dei cittadini, la riduzione del numero di antenne e la collocazione delle stesse «fuori e ben lontane dai centri abitati». (a.f.)

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