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Grosseto

Quella volta che Fatarelli scappò in taxi

La storia giudiziaria di Gino Fatarelli è ormai lunga. I danneggiamenti sono all’ordine del giorno degli ultimi tempi ma Gino era salito alla ribalta delle cronache già nel 1996, quando era stato...

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La storia giudiziaria di Gino Fatarelli è ormai lunga. I danneggiamenti sono all’ordine del giorno degli ultimi tempi ma Gino era salito alla ribalta delle cronache già nel 1996, quando era stato messo agli arresti domiciliari per una vicenda che orbitava intorno al mondo della droga: l’anno successivo aveva avuto 14 mesi con il rito abbreviato. Nel 1998 un altro guaio con la giustizia: un tentativo di furto. Anche in questo caso una condanna per quanto avvenuto dalle parti di Poggioferro, dove Fatarelli era stato arrestato con un complice mentre si aggirava dentro un’abitazione in fase di ultimazione per portare via degli attrezzi. In quella circostanza Gino non si era perso d’animo: visti i carabinieri, aveva iniziato a correre per la campagna, aveva raggiunto una casa colonica, aveva ottenuto di poter fare una telefonata raccontando di essere rimasto in panne con la propria auto, aveva fatto arrivare un taxi. Ed era stato proprio sul taxi (dal quale avrebbe cercato di allontanarsi all’ultimo tuffo una volta visto dalla pattuglia del radiomobile) che era stato bloccato.

La “carriera” come Spaccalunotti inizia invece nel luglio 2006, al parcheggio Terra Rossa di Portiglioni a Scarlino. Era stato arrestato in flagranza, sorpreso da carabinieri e guardia di finanza che sorvegliavano la zona dopo alcuni episodi di vandalismo sulle auto in sosta: aveva appena mandato in frantumi il vetro della Punto di un pensionato fiorentino. E il resto, poi, è cronaca. (p.s.)

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