Il Tirreno

Grosseto

No all’autostrada e fermare il cemento Vendola contro il Pd

di Maurizio Bernardini
No all’autostrada e fermare il cemento Vendola contro il Pd

Il leader di Sel in città per sostenere la lista Sì Toscana «Con Pippo Civati rapporto ottimo e abbondante»

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. «La favola bella del Pd non c’è più». Parola di Nichi Vendola. Il leader di Sel fa tappa a Grosseto per tirare la volata a Sì Toscana a sinistra e tira sassate ai democratici filo Renzi.

«Occorre rompere le logiche del Pd, di una sedicente sinistra, realtà che ormai è andata a destra. Vogliamo creare un’alternativa di governo» dice, mentre passeggia per il centro storico con i cronisti. Vendola, che in Regione sostiene il candidato Tommaso Fattori, è convinto: «la politica non può essere ricerca spasmodica del consenso a ogni costo». Eppure, per il leader della sinistra non tutto il Pd è roba da buttare. E spalanca le braccia a Pippo Civati: «con lui rapporto ottimo e abbondante».

Poi, affiancato dalla senatrice fiorentina Alessia Petraglia, torna ad affossare l’ipotesi autostrada sulla costa meridionale della Toscana. «C’è bisogno della Tirrenica? È più utile un’altra opera a forte impatto ambientale o mettere in sicurezza l’Aurelia? È utile buttare soldi per grandi strutture in un Paese che ha consumato troppo suolo e che avrebbe bisogno di fermare il cemento? Il cemento uccide l’agricoltura». E invece oggi c’è chi «trae ricchezza da devastazioni ambientali e sociali».

Non può mancare una battuta su immigrazione e sicurezza, argomenti spesso mescolati, specie in campagna elettorale. Vendola parla di «guerra tra poveri» e ricorda come il Mediterraneo sia divenuto «il più grande cimitero d’Europa». Infine trova uno spiraglio: «il patrimonio rurale è abbandonato. E se si fa una politica di giustizia sociale c’è posto per tutti». Basta non parlare - come richiesto dalle forze di centrodestra e dato come possibile anche dallo stesso Enrico Rossi - di uso dei militari per pattugliamenti nelle città toscane soffocate dalla crescente criminalità. «Il sentimento d’insicurezza arriva dalla crisi sociale ed economica. Dico un forte no alla militarizzazione del territorio, il presidio migliore è lo sviluppo della socialità».

Poi Vendola parla di «devastazione della costa, stupro della montagna». E di un piano del paesaggio che rischia «d’essere assediato dagli interessi delle lobby del cemento». Invece serve un «piano straordinario di messa in sicurezza del territorio».

Presenti, accanto a Vendola, tutti i big locali della sinistra e i candidati maremmani a palazzo Panciatichi. «Mettere in discussione la scuola significa mettere in discussione il Paese» dice Laura Lambardi. «Noi siamo l’unica lista di sinistra presente in Toscana» ricorda Marco Sabatini. «Posso dire compagni? Tra i democratici – tira frecciate Enrico Calossi – non lo fanno più da tempo. Anzi, spesso si danno del lei». Altre critiche al Pd arrivano pure da Paola Baldelli: «Sono un partito reazionario».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web