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«No accorpamenti» Bellumori protesta con 300 sindaci
C’era anche il sindaco di Capalbio, Luigi Bellumori, in rappresentanza della Toscana, tra i 324 sindaci provenienti da tutta Italia che nei giorni scorsi si sono ritrovati a Napoli all’adunanza dei...
C’era anche il sindaco di Capalbio, Luigi Bellumori, in rappresentanza della Toscana, tra i 324 sindaci provenienti da tutta Italia che nei giorni scorsi si sono ritrovati a Napoli all’adunanza dei “sindaci ribelli” convocata dall’Asmel, l’Associazione per la sussidiarietà e la modernizzazione degli enti locali. I sindaci hanno protestato contro l’accorpamento coatto delle funzioni principali dei Comuni al di sotto dei 5.000 abitanti, previsto, nella sua ultima versione, dalla legge Delrio 56 del 2014. L’accorpamento delle funzioni era stato voluto dal governo Berlusconi nel 2010 per risparmiare sulla spesa, ma non è mai stato attuato. In vista dell’ultima proroga al 31 dicembre 2015 circa 150 sindaci di tutta Italia hanno dato battaglia legale, con ricorsi ai Tar di Campania e, presto, del Lazio. Per i Comuni la norma è incostituzionale e irragionevole, perché secondo dati Istat i piccoli comuni hanno una spesa annua di 852 euro pro capite a fronte della media nazionale di 910 euro e della media dei grandi comuni pari a 1256 euro. (f.f.)
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