Sicurezza
Rinchiude i figli al buio e minaccia la compagna
A processo un uomo di 56 anni di Porto Santo Stefano per maltrattamenti Era stato arrestato dai carabinieri: durante una lite aveva impugnato un bastone
PORTO SANTO STEFANO. È sempre il buio a far paura ai bambini. Quell’oscurità che fa silenzio e stride con le urla che arrivano dalla stanza accanto, dove mamma e babbo continuano a litigare. Il buio, quello che non permette di vedere ma solo di capire cosa sta succedendo nell’altra stanza. E loro, al buio, ci sono stati ore, rinchiusi dal padre nella camera da letto, lasciati lì, a stringersi l’uno con l’altra, a farsi forza, a darsi coraggio perché il babbo aveva staccato la corrente elettrica. Nell’altra stanza le urla, le grida della donna che alla fine, dopo mesi di maltrattamenti, ha deciso di denunciarlo. «Ti levo dal mondo, ti ammazzo al buio», ripeteva l’uomo alla compagna. E non avrebbe smesso, nemmeno quando la donna si è rinchiusa in una stanza. Lui, con un bastone, continuava a picchiare alla finestra e urlava: «Apri la porta, altrimenti ti ammazzo», aggiungendo anche di aver impugnato un coltello, oltre al bastone.
Un uomo di Porto Santo Stefano è stato rinviato a giudizio per maltrattamenti in famiglia e per essersi sottratto agli obblighi di assistenza nei confronti della figlia minore. L’udienza davanti al giudice De Vincenzi si terrà il 22 ottobre.
Il cinquantaseienne, che è stato anche arrestato dai carabinieri di Porto Santo Stefano, aveva avuto una figlia dalla sua compagna. La donna aveva un altro bambino ed entrambi erano minorenni. All’interno della coppia però i rapporti non erano distesi. Liti continue che esplodevano spesso davanti agli occhi dei due bambini. E anche loro, spesso e volentieri, avrebbero subito lo stesso trattamento della madre: maltrattati, vessati, offesi, picchiati.
È successo anche a marzo dell’anno scorso, quando i due ragazzini sono stati rinchiusi in camera al buio. L’uomo, poi, avrebbe afferrato sua figlia per una gamba che le era già stata fratturata e l’avrebbe trascinata via. È stata dopo quella sera che la donna ha deciso di chiamare i carabinieri.
Ora il giudice per le indagini preliminari Valeria Montesarchio ha deciso di rinviare a giudizio il cinquantaseienne che dovrà presentarsi in tribunale il 22 ottobre. E che, oltre al reato di maltrattamenti in famiglia, dovrà rispondere anche di aver fatto mancare i mezzi di sussistenza alla propria famiglia, figlia minore compresa.
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