Il Tirreno

Grosseto

Movida e sicurezza nell’agenda di Rossi

di Maurizio Bernardini
Movida e sicurezza nell’agenda di Rossi

Visita elettorale in città del governatore uscente Incontro con i giovani Pd e il tema caldo della criminalità

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Caos sul regolamento decibel? «Ce ne occuperemo». L’uso dell’esercito per contrastare il dilagare della criminalità? «Perché no?». Lo sport? «Non può divenire un lusso. E vedo che qui Comune e società si sono mosse». Così Enrico Rossi. Il candidato governatore di Pd e Popolo toscano torna nel capoluogo della Maremma e lo fa con il solito approccio: niente promesse a scatola chiusa.

Quello del presidente in carica è un tour all’insegna dell’ascolto. L’aperitivo al caffè Ricasoli è l’occasione per parlare di decibel. Lì, infatti, i titolari dell’esercizio pubblico furono multati per aver superato di un decibel e mezzo i limiti previsti dalle norme. Ne nacque una petizione con oltre 2.500 adesioni, tra cui quella del sindaco, Emilio Bonifazi. «Per quel che ho capito – spiega Rossi fermandosi a parlare con Michela Ambrosio, una dei titolari del locale – la competenza in materia è dello Stato. Comunque, l’impegno che posso prendere è quello di occuparmene. Tra l’altro, so che l’assessore Bramerini ha inviato all’Anci la petizione avviata qui in Maremma. Seguirò la cosa». Ma l’idea di Rossi, così come spiegherà di lì a breve, è anche un’altra e fa rima con tolleranza. «Multati per un decibel e mezzo… credo che in certe occasioni serva pure buonsenso» mormora, mentre s’allontana dal caffè.

Il governatore si sofferma a lungo con alcuni esponenti dei Giovani democratici. C’è anche Francesco Rustici, candidato dell’ala sinistra del Pd. Discutono di lavoro, movida, studi. Il numero uno di palazzo Panciatichi semina parole anche in riferimento allo sport. «Dobbiamo garantire il proseguimento di un accesso universalistico alla pratica sportiva. Ci sono famiglie in difficoltà e so che nel capoluogo le società con il Comune si sono già mosse. Lo sport non dev’essere un lusso». L'altro nodo, per Rossi, sono gli investimenti. «Le Province hanno bilanci azzerati, i Comuni sono in difficoltà e la Regione qualcosa può fare, ma occorrerebbe occuparsi di sport e strutture pure a livello nazionale».

Ma la vera mossa a sorpresa, quella che farà discutere, è l’apertura di Rossi all’uso dell’esercito come pattugliamento delle strade in contrasto alla crescente criminalità nelle città toscane. Una mossa che va a scavare nel bacino d’elettori vicini a Claudio Borghi. «Quella dei militari è una presenza rassicurante. In Francia è così e non vedo perché non possa esserlo anche da noi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa