Il Tirreno

Grosseto

Accerchiato dai predatori, momenti di terrore per un allevatore

Fiora Bonelli
L'allevatore Giacomo Franceschelli protagonista della brutta avventura
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L'allevatore Giacomo Franceschelli protagonista della brutta avventura

Quattro animali lo minacciano mentre recupera i resti di una sua pecora sbranata: «Impossibile allontanarli, sono dovuto fuggire»

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ROCCALBEGNA. Viene accerchiato da quattro predatori mentre sta portando via i resti della pecora che gli hanno appena sbranato. Li allontana con urla e sassate, lasciandogli la pecora e si salva precipitandosi di corsa al suo trattore. Un’avventura che Giacomo Franceschelli racconta ancora terrorizzato, quando descrive quanto gli è successo nel suo podere di Capanne ai piedi di Monte Labro.

«Ero andato a lavorare col trattore nell’azienda dove tengo le pecore - dice - e mentre lavoravo il campo, avevo mandato il gregge al laghetto sotto il capanno. Ho lavorato fino a tardi e poi ho chiamato i cani che mi riportassero le pecore. Ma siccome non vedevo nessuno e sentivo i cani abbaiare, sono andato io a prenderle. Era già buio. Con la lampadina in fronte, cercavo di spingere le pecore verso l’ovile, ma quelle erano tutte ammassate e non si volevano muovere a nessun costo. Nemmeno i cani ce la facevano a spingerle su. Poi alla fine, a forza di insistere, hanno cominciato e sfilare verso il capanno e una volta arrivate le ho contate. Ne mancava una. Ho subito pensato che non era possibile mi fosse stata mangiata un’altra».

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Solo il giorno prima Franceschelli ne aveva perse altre due. «E così – dice Franceschelli – sono andato a cercarla. Sempre con la lampadina in fronte ho guardato attorno, facendo luce qua e là, vicino ai cespugli e a un tratto l’ho vista. Era spolpata. Ci erano rimaste le ossa e poca carne. L’ho presa per portarla al podere perché la mattina seguente avrei dovuto chiamare il veterinario per la denuncia e lo smaltimento. Ma mentre lo stavo facendo, ho visto luccicare gli occhi di alcuni animali».

Franceschelli non riusciva a distinguerli nel buio. «Ma ne ho contati quattro – dice – Lì per lì non mi sono preoccupato più di tanto, e ho cominciato a tornare verso il capanno. Ma girandomi, ho visto i quattro animali disporsi a ventaglio attorno a me ed è allora che ho avuto una paura del demonio. Ho urlato cercando di allontanarli, poi li ho presi a sassate, ma loro non si muovevano. Ho fatto cadere i resti della pecora e sono fuggito».

L’allevatore è arrivato al trattore e con questo è tornato sul posto dell’aggressione. «Al rumore del trattore sono andati via e soltanto allora ho potuto riprendere la mia pecora e tornare al capannone».

La notte di Franceschelli è stata un incubo e a mattina si è recato all’ufficio delle guardie forestali di Castel del Piano per sporgere denuncia: «Questi animali non devono continuare a metterci in difficoltà. Io voglio lavorare tranquillo e vorrei che anche le mie pecore lo fossero. Questa volta, però, si è superato il livello di guardia. Io sto nei pascoli fin da piccolo. Ho sempre fatto questo lavoro e giuro che mai mi era capitato un fatto del genere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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