Il Tirreno

Grosseto

L’Amiata di Sabatini

«Non più promesse ma un progetto»

di Fiora Bonelli

CASTEL DEL PIANO. «Non più elargizioni e promesse elettorali, ma un progetto speciale per collina e montagna grossetana». Marco Sabatini, ex vicepresidente della Provincia e candidato al consiglio...

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CASTEL DEL PIANO. «Non più elargizioni e promesse elettorali, ma un progetto speciale per collina e montagna grossetana». Marco Sabatini, ex vicepresidente della Provincia e candidato al consiglio regionale, capolista nel collegio grossetano per la lista Sì Toscana a Sinistra, sale in montagna e traccia un bilancio delle cose da fare.

«Un progetto – dice Sabatini – fatto di un mix di innovazione e valorizzazione del patrimonio storico-culturale e ambientale che faccia diventare anche questa parte della provincia un laboratorio in alcuni settori. Il tutto corredato dal mantenimento dei servizi primari come i presidi ospedalieri di Castel del Piano e di Pitigliano che, sotto i tagli operati dal governo Renzi e dalla Regione, subiscono la controriforma della sanità voluta da Rossi con il rischio di diventare poliambulatori a giornata; come scuole e uffici postali anch’essi sotto attacco».

Sabatini parte dalla constatazione che quelli di montagna sono «territori a rischio spopolamento – dice – con un indice di vecchiaia elevatissimo. Aree che da tempo, e ancor prima dell’attuale crisi, facevano fatica a rimanere in piedi, soprattutto per responsabilità di una classe politica regionale più attenta ai numeri che non alle esigenze di tutti in particolare degli ultimi».

La lista Sì Toscana a Sinistra è la lista unitaria di tutta la sinistra toscana, composta da partiti (tra cui Sel, Rc) movimenti e liste civiche. È un progetto alternativo al Pd e a Rossi.

«I comuni delle colline del Fiora e dell’Amiata rappresentano oggi le aree più depresse economicamente della Toscana – dice il candiato – Il problema è che la mancanza di lavoro e il taglio continuo di servizi stanno producendo un’ulteriore marginalità».

Agricoltura, pastorizia e viabilità sono i punti chiave del quadro economico e ambientale montano. «A Firenze – dice Sabatini – si ricordano della collina e della montagna solo quando le alluvioni sull’area costiera creano devastazioni e danni senza mai riflettere sul fatto che se queste zone non sono antropizzate, chi farà la manutenzione del territorio? Le difficoltà dell’agricoltura e in particolare della pastorizia, una delle ultime attività rimaste in questi territori tra l’altro interessata dalle predazioni, non hanno avuto fino ad oggi risposte concrete dalla Regione col conseguente rischio di abbandono di migliaia di ettari di terreni».

Anche la viabilità insufficiente appesantisce il quadro ma le proposte di Sabatini sono ambiziose: «Un piano complessivo di rilancio, facendo forza su un’idea legata all’agricoltura di qualità, una forestazione gestita secondo criteri di utilizzo completo del bosco come in Trentino e e in qualche zona dell’Amiata, marketing territoriale e una migliore organizzazione delle riserve naturali».

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