La manifestazione
La Opel di Francesca nel fermo immagine
GROSSETO. In aula vengono proiettate immagini ricavate dai filmati del sistema di videosorveglianza della farmacia Petitto di Scarlino Scalo, risalenti al 4 novembre: si vede una Opel Corsa uguale a...
GROSSETO. In aula vengono proiettate immagini ricavate dai filmati del sistema di videosorveglianza della farmacia Petitto di Scarlino Scalo, risalenti al 4 novembre: si vede una Opel Corsa uguale a quella di Francesca che va verso Potassa alle 11.07 e ne torna alle 12.47. Si vede anche una Punto grigia come quella di Bilella che va verso Potassa alle 13.27. Gli orari sono ricostruiti dal maggiore Andrea Lachi: sul fermo immagine orari (ore 20 circa) e date (28 gennaio 2000) sono differenti dalla realtà. L’accusa porta quelle immagini per dimostrare gli spostamenti della donna e dell’imputato.
Ma si legge la targa della Opel in quel fermo immagine? chiede l’avvocato Carnicelli: «No, perché sgrana», risponde l'ufficiale. All'altro difensore, l'avvocato Bruno Leporatti, il maggiore Lachi precisa poi che «la Punto è un modello senza dubbio di larga diffusione ma nell'arco temporale di quella mattinata non ce n'erano altre, né di Opel Corsa, né di Punto» nelle immagini delle telecamere della farmacia e aggiunge che non sono state reperite altre immagini lungo il presunto tragitto. Fatte verifiche anche sugli orari dei treni della linea Follonica-Grosseto: a Bilella venne trovato un appunto al riguardo.
In aula anche i testimoni diretti-protagonisti di quel 17 giugno 2013 quando Bilella chiamò 118 e 115 (arrivò anche la polizia municipale) perché temeva che la Benetti si fosse sentita male in casa: fu forzata la finestra perché vi si potesse entrare ma Francesca non c’era. Era in palestra e lì fu trovata poco dopo dallo stesso Bilella che si fece accompagnare dagli agenti.(p.s.)
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