Il Tirreno

Grosseto

«Il mio impegno per le Mura è da sei»

di Maurizio Bernardini
«Il mio impegno per le Mura è da sei»

Bonifazi rivendica azioni per la riqualificazione, dal Maiano al Cassero. Progetti per Chelliana, Pinacoteca, ex ospedale

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Li chiama “fenomeni”, dimostrando fastidio per chi, a suo parere, critica sempre e troppo senza mai guardare il lato positivo delle cose. Il sindaco Emilio Bonifazi interviene sul nodo centro storico: vandalismo, cura delle Mura, recupero degli antichi palazzi, un tempo sede di prestigiose realtà e caduti nel dimenticatoio. Nove anni, tra progetti avviati e scommesse da vincere.

«Non avremo fatto cose da paura, ma alla fine del mio doppio mandato potrò dire d’aver messo mano su tutte le questioni delicate. Un voto sulle politiche avviate per le Mura? Mi do un 6. Una sufficienza. Perché si può sempre far di più. Ma non siamo stati immobili. E questo va detto». Ovvio, il numero uno della giunta è convinto d’aver fatto buone cose. E il discorso non si conclude lì. Sì, perché Bonifazi è persona puntuale. Lo dimostra l’abitudine a presentarsi, in ogni occasione, preparato sin nei dettagli: ritagli stampa, documenti, informazioni. E anche in questo caso snocciola cifre. «A cominciare dagli oltre 300.000 euro spesi per riqualificare il bastione del Maiano». È vero, lì le operazioni per arrivare anche all’ultimo tassello della rinascita vanno a rilento. La scala destinata a collegare bastione e piazze basse, annunciata da oltre un ano, ancora non è stata inaugurata.

Ma manca pochissimo. Qualcosa, comunque, è stato fatto. E il sindaco lo rivendica. Così come rivendica l’impulso dato al Cassero, rimesso in sesto e riempito, questo sì, di contenuti: «Dalla rassegna cinematografica estiva sino alle feste, il teatro, le conferenze. Lì abbiamo anche portato l’info point per i turisti e avviato il wi-fi gratuito». A tutto questo dev’essere aggiunta l’attenzione per le vicine casette cinquecentesche dove proprio in questi giorni è di scena Piazza libri. «Ma i fenomeni che parlano solo di quel che non va – punge Bonifazi - questo non lo vedono. Anzi, descrivono la città degli anni Ottanta. Al punto che mi viene il sospetto non conoscano quel che avviene nel capoluogo, gli eventi, il fermento sociale e culturale».

Il sindaco apre al ritorno delle cancellate a protezione delle Mura, «magari iniziando con alcuni bastioni» ed evidenzia gli interventi per palazzo Mensini: «un milione di euro per ristrutturare gli 800 metri quadrati al piano terreno. Lì riporteremo la biblioteca Chelliana»; l’impegno per la rinascita delle Clarisse, «altri 900.000 euro spesi in quell’edificio di tre piani dove, donazione Luzzetti o no, sorgerà una pinacoteca»; la cura dell'ex Garibaldi, «stabile da mettere in sicurezza. A breve rifaremo il tetto, poi destinazione sociale o uffici pubblici». Inoltre, il Comune ha messo mano «all’ex ospedale, decidendo di demolire la parte fatiscente della struttura. Per il momento lì creeremo un’area verde. Ristrutturarlo? Non sarebbe stato possibile, sarebbero serviti più di 15 milioni di euro».

Il sindaco ricorda l’apertura della troniera al Cinghialino, il rilancio dell’Eden (chiusa per un paio di anni e riaperta grazie a un bando in cui il Comune ha limato le proprie pretese economiche) e l’attenzione per l’acquario comunale «riqualificato e da visitare». La chiosa di Bonifazi è un’analisi sul dilagare del vandalismo. «Lo dico da genitore, insegnante e amministratore: i vandali sono una creazione del Comune o rappresentano un fenomeno sociale che ci chiama tutti in causa? Sento troppi discorsi semplicistici. Ci sono fior fiori di fenomeni, personaggi culturali che non s’interrogano su questo. Né sulle serate trascorse dai giovani a ubriacarsi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze