Sicurezza
Furto al cantiere edile «Ora sono in ginocchio»
I ladri portano via un furgone con 40.000 euro di attrezzatura da un cantiere È il sesto furto che l’imprenditore subisce: ieri sera l’incontro con il comitato
GROSSETO. «Ha visto due negri lì vicino al cantiere e ha chiamato i carabinieri». Ha pochi dubbi Omero Innocenti, su chi siano stati gli autori del colpo che gli è costato più di 40.000 euro. Ha pochi dubbi perché «Il ragazzo che abita qui vicino li ha visti. Aveva con sé una mazza da baseball in auto, ma ha avuto paura a scendere». La polizia, però, quando è arrivata in via Fiesole, dove si trova il cantiere edile di Innocenti, ha sì trovato due ragazzi di colore: ma con sé non avevano nulla che li potesse ricondurre al furto. Ma è questo il clima che ormai si respira a Grosseto, dove se due uomini camminano per strada, di notte, potrebbero essere ladri.
I ladri, nella notte tra mercoledì e giovedì c’erano davvero in quella strada e a farne le spese è stato proprio l’imprenditore edile che mercoledì mattina, arrivato al cantiere alle 7.30, ha scoperto che il suo furgone Daily con tutti gli attrezzi sopra era sparito. E che i serbatoi del gasolio e anche la gomma utilizzata per fare il rifornimento, erano stati danneggiati.
«Qui vicino abita un ragazzo che stava tornando a casa e che ha già subito cinque furti nel suo negozio - racconta Cambi - e quando ha imboccato la strada ha visto queste due persone e ha avuto paura che volessero svaligiargli la casa». Quando però si è reso conto che la sua villetta era al sicuro e quando ha sentito il cane di Innocenti abbaiare, ha deciso di mettere una mazza da baseball in auto e andare a vedere cosa stesse accadendo al cantiere. «Il cane dopo un po’ ha smesso di abbaiare - aggiunge Cambi - e mercoledì mattina l’ho trovato sotto un container che dormiva. Probabilmente lo hanno addormentato. Il mio vicino è rimasto sulla sua auto, ha avuto paura a scendere ma ha fatto più volte segnale con gli abbaglianti per far capire che era lì davanti al cancello».
I ladri, però, non si sono fatti intimorire. Probabilmente se ne erano già andati con il furgone carico o forse sono rimasti lì finché il giovane non se n’è andato. «Io capisco che lui non sia sceso dall’auto, che abbia avuto paura - dice ancora l’imprenditore - ma non possiamo andare avanti così. La politica deve intervenire, il governo deve fare qualcosa, a partire dalla Prefettura. Se mancano carabinieri e polizia, a Grosseto, devono farne venire altri, molti altri». La rabbia di Omero è la rabbia di un imprenditore che negli anni ha visto quasi sparire la sua attività. «Avevo 22 dipendenti - dice - ora me ne restano soltanto due in cassa integrazione. Un danno come quello che ho subito mi mette in ginocchio. Siamo stritolati da tasse e banche e quando succedono cose come queste nessuno alza un dito. Nessuno ci tutela, nessuno fa niente. Bisognerebbe tutti insieme non pagare l’F24, così lo Stato forse si accorgerebbe anche di noi». È la sesta volta che i ladri fanno visita al cantiere di via Fiesole.
«Solo quattro mesi fa avevo ritrovato dopo una decina di giorni il furgone che mi hanno rubato - dice - e sono entrati anche in casa di mio padre che ha 82 anni e 600 euro di pensione. Lo hanno addormentato, gli hanno portato via la catenina d’oro che aveva al collo e 70 euro, non si può andare avanti in questo modo». La rabbia di Omero è la rabbia di tutti quelli che fanno parte del comitato. Ieri sera si sono incontrati per fare qualcosa. Non contro i «negri». Loro, almeno questa volta, non c’entrano nulla.
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